Elezioni suppletive a Reggio Calabria, Vannacci sfida il centrodestra: Futuro Nazionale candida l’ex forzista Domenico Giannetta

Roberto Vannacci

Le elezioni suppletive di Reggio Calabria diventano il primo vero banco di prova elettorale per Futuro Nazionale e, contemporaneamente, un test politico delicato per il centrodestra. Il partito guidato da Roberto Vannacci ha depositato il proprio simbolo e scelto come candidato Domenico Giannetta, ex deputato di Forza Italia e figura radicata nella politica calabrese.

Il voto è previsto per sabato 26 e domenica 27 settembre e servirà ad assegnare il seggio alla Camera rimasto vacante dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria di Francesco Cannizzaro, esponente di Forza Italia.

La candidatura di Giannetta assume però un significato che supera i confini del collegio. Vannacci non punta soltanto a sottrarre consensi ai partiti tradizionali del centrodestra: comincia a costruire una propria classe dirigente pescando anche direttamente nelle loro fila.

Domenico Giannetta, l’ex Forza Italia scelto da Futuro Nazionale

«È la prima volta che Futuro Nazionale deposita il proprio simbolo per correre a una competizione elettorale», hanno annunciato Vannacci e il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni.

La scelta è caduta su Giannetta, attuale capogruppo del partito e con una lunga esperienza politica alle spalle. Futuro Nazionale punta proprio sul suo radicamento territoriale per distinguersi dalla candidatura sulla quale starebbe lavorando Forza Italia.

Il partito di Vannacci rivendica apertamente la scelta di un esponente legato al territorio e attacca gli azzurri, accusandoli di voler affidare la corsa a «un romano sconosciuto al territorio».

Il riferimento è a Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e considerato vicino a Marina Berlusconi, indicato come possibile candidato del centrodestra per difendere il seggio lasciato libero da Cannizzaro.

La prima sfida elettorale di Vannacci al centrodestra

La competizione calabrese assume così una dimensione nazionale. Futuro Nazionale ha deciso di presentarsi come forza autonoma e alternativa non soltanto al centrosinistra, ma anche alla coalizione guidata da Giorgia Meloni.

Nel comunicato che accompagna la candidatura, Vannacci e Simoni attaccano infatti frontalmente entrambi gli schieramenti. Da una parte contestano al centrodestra promesse che, a loro giudizio, non sarebbero state mantenute, citando il blocco navale, la legge Fornero e le accise. Dall’altra colpiscono il campo progressista su infrastrutture, politiche energetiche, tasse e immigrazione.

Il messaggio politico è evidente: Futuro Nazionale vuole occupare uno spazio autonomo alla destra della coalizione di governo, sottraendo elettori soprattutto a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Reggio Calabria rappresenterà quindi una prima occasione per capire quanto questo progetto riesca a trasformare la visibilità mediatica di Vannacci in consenso elettorale.

Forza Italia chiamata a difendere il proprio seggio

Per Forza Italia la partita è particolarmente delicata. Il collegio era rappresentato da Francesco Cannizzaro e perdere il seggio proprio a vantaggio di un ex esponente azzurro avrebbe un peso politico superiore al semplice risultato numerico.

La candidatura di Giannetta apre inoltre un altro fronte: quello della capacità di Futuro Nazionale di attrarre amministratori, dirigenti ed ex parlamentari provenienti dai partiti della maggioranza.

Non a caso Vannacci ha scelto per il debutto del proprio simbolo un candidato con esperienza politica e conoscenza del territorio, anziché una figura costruita esclusivamente sulla notorietà nazionale del leader.

Alla macchina organizzativa della candidatura hanno lavorato anche Edoardo Ziello e Domenico Furgiuele, entrambi provenienti dalla Lega: un ulteriore segnale di come il nuovo partito stia cercando di costruire la propria struttura utilizzando anche esperienze maturate all’interno del centrodestra.

Il voto di Reggio Calabria diventa un test nazionale

Il risultato del 26 e 27 settembre verrà inevitabilmente letto anche in prospettiva delle prossime elezioni politiche. Una buona performance di Giannetta permetterebbe a Vannacci di sostenere che esiste uno spazio elettorale concreto per una forza autonoma alla destra dell’attuale maggioranza.

Al contrario, un risultato marginale ridimensionerebbe almeno temporaneamente l’ipotesi che Futuro Nazionale possa sottrarre una quota significativa di voti ai partiti di governo.

Per Meloni, Salvini e Tajani, quindi, le suppletive di Reggio Calabria rischiano di trasformarsi in qualcosa di più di una semplice elezione locale. Per la prima volta il partito di Vannacci comparirà sulla scheda elettorale e lo farà schierando un candidato proveniente proprio da uno dei partiti della maggioranza.

Il 26 e 27 settembre si capirà quanto questa operazione sia capace di spostare voti. E, soprattutto, se quello di Giannetta resterà un caso isolato o rappresenterà l’inizio di una campagna acquisti destinata a mettere ulteriormente sotto pressione il centrodestra.