L’Inter esce allo scoperto sul caso Rocchi. Dopo giorni di silenzio e indiscrezioni, è il presidente Beppe Marotta a prendere la parola e a fissare la linea del club: nessun coinvolgimento, nessuna richiesta di arbitri “graditi”, nessuna pressione sul sistema delle designazioni.
Le dichiarazioni arrivano ai microfoni di Sky, poco prima di Torino-Inter, e segnano la prima presa di posizione ufficiale della società nerazzurra sull’inchiesta che ha travolto il mondo arbitrale e che vede indagato per frode sportiva l’ex designatore Gianluca Rocchi.
Caso Rocchi, la posizione dell’Inter e le parole di Marotta
“Abbiamo appreso tutto dalla stampa. Le dichiarazioni e i comunicati che sono usciti ci meravigliano. Non abbiamo mai avuto liste di arbitri graditi o sgraditi”, ha dichiarato Marotta, cercando di chiudere subito il fronte più delicato.
Il presidente nerazzurro ha poi ribadito la correttezza del comportamento del club: “Abbiamo sempre agito con la massima correttezza, per questo voglio tranquillizzare tutti i tifosi”.
Una linea netta, che punta a separare completamente l’Inter dall’inchiesta in corso e a raffreddare le tensioni che, inevitabilmente, si sono create attorno al club dopo la diffusione delle prime ipotesi investigative.
“Sorpresi dalle accuse”: la replica sul presunto incontro con Rocchi
Uno dei punti più sensibili riguarda il presunto incontro con Rocchi, citato tra gli elementi dell’indagine della Procura. Su questo Marotta evita dettagli, ma respinge ogni collegamento.
“Sono sorpreso, non dico non ricordo, non trovo un collegamento, non mi addentro ulteriormente”, ha spiegato, mantenendo una linea prudente ma chiara: nessun riconoscimento di quanto ipotizzato.
E poi la chiusura: “Ripeto, abbiamo agito con la massima correttezza”. Una frase che torna più volte, quasi a voler fissare il perimetro della difesa pubblica del club.
Il riferimento a Inter-Roma e la corsa scudetto
Marotta ha anche ricordato come, nella scorsa stagione, non siano mancate decisioni arbitrali sfavorevoli all’Inter. “L’anno scorso ci sono state decisioni a noi avverse, acclarate anche dai vertici arbitrali, mi viene in mente il rigore non concesso in Inter-Roma”.
Un passaggio che serve a ribaltare la narrazione: non una squadra favorita, ma una società che, a suo dire, ha subito episodi negativi come altre.
Il ritorno al campo
“Ora pensiamo alla partita e a vincere questo scudetto meritato il prima possibile”. Un modo per chiudere il caso sul piano mediatico e riportare l’attenzione sulla stagione sportiva.
L’Inter, almeno ufficialmente, si chiama fuori. Ma l’inchiesta è solo all’inizio e il nodo resta lo stesso: capire se e quanto il sistema arbitrale sia stato realmente influenzato. E da chi.







