Ditonellapiaga vince il primo round su “Miss Italia”, Patrizia Mirigliani non ci sta e annuncia l’appello

Album Miss Italia – Ditonellapiaga, Ipa @lacapitalenews

Il verdetto è arrivato ma il sipario non cala, infatti la sezione specializzata del Tribunale di Roma ha respinto il ricorso presentato dagli organizzatori dello storico concorso di bellezza contro Ditonellapiaga, stabilendo che il suo nuovo album non cambierà nome e che potrà continuare a chiamarsi “Miss Italia”. Una vittoria legale per la cantautrice e la sua etichetta BMG, basata su un principio cardine: il valore della libertà d’espressione artistica prevale sulle logiche commerciali del marchio. Ma per Ditonellapiaga sembrerebbe non esserci pace, perché Patrizia Mirigliani, dal salotto di Caterina Balivo, afferma di voler continuare con la sua battaglia e di appello.

Sentenza del Tribunale di Roma

Per i giudici capitolini, l’uso del nome non costituisce una violazione, ma un atto creativo. Una decisione accolta con entusiasmo dall’artista, che ha visto riconosciuto il diritto di attingere all’immaginario collettivo per dare un titolo alle proprie opere.

«È bello sapere che la possibilità di potersi esprimere artisticamente in libertà sia considerato un valore importante da tutelare», ha commentato Ditonellapiaga. La cantante ha chiarito che il suo “Miss Italia” non vuole essere una sfida al concorso, ma un’evocazione simbolica: un viaggio tra il fallimento e l’accettazione dei propri limiti, dove l’icona della “miss” diventa una metafora per esplorare l’identità e le fragilità umane.

Patrizia Mirigliani furiosa dalla Balivo

La risposta di Patrizia Mirigliani, però, non si è fatta attendere e ha il sapore di una vera e propria dichiarazione di guerra. Ospite nel salotto di Caterina Balivo a “La Volta Buona”, la patron di Miss Italia ha mostrato tutta la sua amarezza, confermando che la battaglia legale si sposterà ora in appello.

“È stato più volte citato nella musica, ma siamo un marchio storico e famoso. A noi è dispiaciuto che il nome sia stato usato per promuovere questo album in un contesto diverso rispetto al nostro concorso. Il nostro brand dà il titolo al disco e il nome al tour” – ha detto la Mirigliani nel salotto di Rai 1. Il punto centrale della contestazione non è solo il titolo del disco, ma l’operazione commerciale che ne è derivata: «Non è corretto che esista un tour di Miss Italia che non ha nulla a che fare con noi. Se ci avessero contattati, avremmo partecipato con entusiasmo, ma così non va bene. I miei legali stanno valutando come procedere».

Per la patron di Miss Italia “Non è finita qui”

Mentre gli avvocati preparano le carte per il secondo grado di giudizio, l’album resta nei negozi e sulle piattaforme digitali. Il progetto di Ditonellapiaga è un manifesto di resistenza ai modelli sociali imposti: i brani esplorano il contrasto tra ciò che il mondo si aspetta (la perfezione di una “miss”) e la volontà di restare fedeli a sé stessi, anche nelle proprie imperfezioni.

L’obiettivo dell’autrice è trasformare la debolezza in forza, ma per Patrizia Mirigliani, patron del concorso Miss Italia, la questione resta una sola: il nome “Miss Italia” appartiene a una storia che non può essere “prestata” alla musica senza un accordo preventivo. Allora la sfida continuerà nelle aule di tribunale?