Il colosso americano Apollo Global Management ha superato l’offerta concorrente, mettendo sul piatto una proposta che valuta la compagnia britannica 5,7 miliardi di sterline (circa 6,69 miliardi di euro). Ha messo sul piatto 7,15 sterline per azione, superando significativamente le 6,9 sterline precedentemente offerte da Castlelake.
La controfferta
Per gli azionisti di easyJet, questa cifra rappresenta un’opportunità difficilmente ignorabile: l’offerta di Apollo incorpora infatti un premio dell’81% rispetto alla chiusura del titolo del 28 maggio scorso (3,94 sterline), l’ultima seduta prima che si scatenasse il risiko delle offerte, e un premio del 22% rispetto ai massimi raggiunti dal titolo negli ultimi quattro anni. L’offerta prevede una componente in contanti e una in linee di credito, che Barclays si è già impegnata a concedere.
La risposta di EasyJet
Il consiglio di amministrazione di EasyJet, preso atto della superiorità economica della nuova proposta, ha già comunicato di aver concordato «in via di principio» con Apollo e ha dichiarato di non ritenere più opportuno raccomandare l’adesione alla precedente offerta di Castlelake.
L’operazione strutturata da Apollo è complessa e riflette la natura sofisticata del fondo. Oltre alla componente in contanti, supportata da linee di credito già garantite da Barclays, Apollo ha prospettato una soluzione alternativa: i soci attuali potrebbero trasferire le loro partecipazioni in un apposito veicolo societario. I dettagli sui diritti di voto legati a questo veicolo sono ancora oggetto di discussione, ma la struttura suggerisce la volontà di Apollo di mantenere una flessibilità operativa e una continuità nell’azionariato che desidera restare esposto alla crescita futura della compagnia.
Un nodo cruciale riguarda le normative Ue sul controllo di soggetti esteri, particolarmente sensibili nel settore del trasporto aereo dopo la Brexit. A questo proposito, Apollo si è impegnata formalmente ad adottare ogni misura necessaria per soddisfare i requisiti regolatori e le condizioni relative alla proprietà e al controllo dei vettori. Secondo quanto dichiarato da Apollo, il management della compagnia ha intrapreso un percorso corretto nel rafforzare il proprio posizionamento low-cost, ma le ambizioni attuali potrebbero essere «sostanzialmente accelerate» attraverso nuovi capitali per l’espansione della flotta o l’acquisizione di slot strategici. E una programmazione di lungo periodo.
Il consiglio di amministrazione di easyJet sembra condividere questa analisi, definendo la proposta di Apollo come una «combinazione favorevole tra creazione di valore, allineamento strategico e gestione di lungo termine».
Il profilo dell’acquirente: chi è Apollo Global Management
Per capire la portata di questa acquisizione, è necessario guardare alla natura dell’investitore. Apollo non è un semplice fondo di private equity, ma una piattaforma globale di gestione patrimoniale con circa 800 miliardi di dollari di investimenti. Fondata nel 1990 negli Stati Uniti, la società ha diversificato il proprio raggio d’azione in settori strategici che spaziano dalle infrastrutture alla sanità, dal real estate alle soluzioni assicurative e al risparmio previdenziale.
Con oltre 6.140 dipendenti, Apollo si presenta come un colosso capace di una visione di lungo periodo, spesso in contrasto con la volatilità dei mercati azionari pubblici. Il fondo dichiara di monitorare easyJet da diversi anni, considerandola «una delle compagnie aeree più attrattive» grazie a una «presenza geografica altamente differenziata e a un potenziale di crescita ancora inespresso».
L’ingresso di Apollo in easyJet potrebbe innescare un effetto domino. In un mercato che tende al consolidamento, la disponibilità di capitali massicci da parte di investitori alternativi segna l’inizio di una nuova era. Se easyJet riuscirà a sfruttare la potenza di fuoco di Apollo per accelerare la sua crescita, i concorrenti diretti potrebbero essere costretti a cercare alleanze simili o a rivedere i propri piani di espansione.







