Forza Italia cambia gli equilibri, Casellati lascia la Basilicata: Bardi verso la guida regionale, tensioni anche in Calabria

La ministro Casellati

Gli equilibri interni di Forza Italia tornano a muoversi e questa volta il cambiamento coinvolge direttamente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Dopo mesi di trattative, la ministra delle Riforme ed ex presidente del Senato si prepara a lasciare il ruolo di coordinatrice del partito in Basilicata. Al suo posto dovrebbe arrivare il governatore Vito Bardi, attraverso un congresso regionale che i vertici azzurri intendono convocare a settembre.

Dietro l’avvicendamento, però, si apre una partita politica molto più ampia che riguarda il futuro della ministra e gli assetti di Forza Italia in vista delle Politiche del 2027. Casellati, eletta nel 2022 in un collegio sicuro della Basilicata, avrebbe infatti legato il proprio passo indietro alla richiesta di un riconoscimento del suo peso politico in Veneto, la regione nella quale ha costruito gran parte della propria carriera.

Casellati lascia la Basilicata e guarda al Veneto

Secondo la ricostruzione del Fatto Quotidiano, Casellati avrebbe resistito a lungo all’ipotesi di abbandonare il coordinamento lucano. Alla fine il partito avrebbe individuato una soluzione che prevede l’affidamento della guida regionale a Bardi e, parallelamente, un documento politico destinato a riconoscere il ruolo nazionale della ministra e la sua centralità in Veneto.

Dietro questa formula si intravede soprattutto la questione della ricandidatura alle Politiche del 2027. Casellati punta a tornare a concorrere nella propria regione, ma il passaggio appare tutt’altro che automatico. In Veneto gli aspiranti ai seggi sono numerosi e la futura legge elettorale, insieme ai rapporti di forza dentro il centrodestra, determinerà quanti posti realmente disponibili avrà Forza Italia.

Prima della pausa estiva la ministra avrebbe incontrato anche Marina Berlusconi a Milano. Al centro del colloquio, secondo le indiscrezioni, proprio il suo futuro politico. Un passaggio che conferma quanto la riorganizzazione territoriale degli azzurri si intrecci ormai con la preparazione delle candidature per la prossima legislatura.

Le tensioni arrivano fino al Piemonte

Il caso Basilicata rischia inoltre di produrre conseguenze in altre regioni. In Piemonte il congresso non è ancora arrivato e il governatore Alberto Cirio guarda con attenzione alla soluzione adottata per Casellati.

Il nodo riguarda i rapporti con il coordinatore regionale Alberto Zangrillo, deciso a mantenere autonomia nella gestione del partito. Cirio, invece, punta ad avere maggiore peso negli equilibri territoriali e tra le ipotesi circolate figura quella di affiancare a Zangrillo un vicepresidente come il senatore Roberto Rosso.

La questione investe quindi un problema più generale: stabilire quanto potere debbano esercitare i governatori nella struttura regionale di Forza Italia e quanto, invece, debba restarne ai coordinatori indicati dal partito.

Suppletive in Calabria, braccio di ferro sulla candidatura di Roscioli

Un’altra partita delicata si gioca in Calabria, dove Forza Italia deve affrontare le elezioni suppletive per il seggio alla Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro. Il candidato azzurro è Fabio Roscioli, tesoriere nazionale del partito e avvocato di Fininvest.

La candidatura, però, ha aperto nuove tensioni. I fedelissimi del segretario nazionale Antonio Tajani avrebbero chiesto una mobilitazione del partito a sostegno di Roscioli, anche alla luce della concorrenza rappresentata da Domenico Giannetta, ex capogruppo regionale di Forza Italia oggi vicino a Roberto Vannacci.

Il presidente della Regione Roberto Occhiuto avrebbe però rivendicato la gestione politica dell’operazione insieme a Cannizzaro, frenando l’intervento diretto della struttura nazionale. Una posizione che racconta bene il confronto in corso tra il centro e i territori, soprattutto nelle regioni dove Forza Italia dispone di amministratori con un forte consenso personale.

La sostituzione di Casellati in Basilicata diventa così soltanto il tassello più visibile di una riorganizzazione molto più profonda. Con le Politiche del 2027 sempre più vicine, dentro Forza Italia è già cominciata la partita per il controllo dei territori, delle candidature e dei futuri seggi parlamentari.