Rita De Crescenzo, la docuserie «Svergognata» esiste: tre episodi, riprese già iniziate e aiuti dal Ministero della Cultura

Rita De Crescenzo

Prima Netflix, poi Prime Video. Nessuno sembra volere Rita De Crescenzo, almeno ufficialmente. Eppure la docuserie sulla tiktoker napoletana esiste, avrebbe già un titolo, una produzione, degli sceneggiatori e soprattutto riprese iniziate da settimane. A rendere il caso ancora più esplosivo arriva poi la questione dei finanziamenti pubblici: secondo quanto rivelato da Davide Maggio, per il progetto sarebbe stata approvata dal Ministero della Cultura una domanda relativa a una misura prevista dalla Legge Cinema 220/2016.

Il caso è scoppiato dopo l’indiscrezione secondo cui la vita della controversa influencer sarebbe diventata una docuserie destinata a Netflix. Una notizia che ha immediatamente scatenato proteste sui social e persino minacce di disdetta degli abbonamenti. La piattaforma ha quindi affidato all’Adnkronos una smentita categorica: Netflix Italia non avrebbe alcuna docuserie dedicata a Rita De Crescenzo in lavorazione.

Peccato che poco prima fosse stata proprio la protagonista ad annunciare sui social: «Quando un sogno diventa realtà, non resta che accendere i riflettori. Prossimamente Rita De Crescenzo su Netflix». Un post rimasto online circa un’ora e successivamente cancellato.

La docuserie c’è ma nessuna piattaforma la rivendica

La smentita di Netflix non chiude infatti il caso, perché riguarda la piattaforma e non necessariamente l’esistenza della produzione. Nel frattempo è emerso il nome del regista Francesco Lettieri, conosciuto anche per i videoclip realizzati per Liberato e Calcutta, mentre altre ricostruzioni hanno indicato il progetto come già girato almeno in parte e in lavorazione.

È quindi spuntata l’ipotesi Prime Video. Anche questa porta, però, si è apparentemente chiusa: Amazon avrebbe smentito di avere acquisito il prodotto. Il risultato è un piccolo giallo televisivo: la serie esiste, ma al momento nessuna delle due principali piattaforme indicate dalle indiscrezioni sostiene di averla comprata.

A mettere alcuni punti fermi è stato Davide Maggio. Secondo le sue informazioni, il progetto si intitola «Svergognata», dovrebbe essere composto da tre episodi ed è prodotto da Anemone Film e Groenlandia, società appartenente al gruppo Banijay. Tra gli sceneggiatori figurerebbero Francesco Lettieri e Shadi Cioffi. Le riprese sarebbero iniziate già da alcune settimane e il piano produttivo prevederebbe complessivamente circa cinque mesi di lavorazione.

«Svergognata» e gli aiuti del Ministero della Cultura

Ma è soprattutto il capitolo dei finanziamenti pubblici ad accendere la polemica. Sempre secondo Davide Maggio, per «Svergognata» sarebbe stata approvata dal Ministero della Cultura una domanda per accedere a una misura prevista dalla Legge Cinema 220 del 2016, con costi di produzione dichiarati, al momento della presentazione, per circa 1,1 milioni di euro.

Un punto sul quale è necessaria una distinzione: l’approvazione di una domanda per un incentivo previsto dalla normativa cinematografica non equivale automaticamente a sostenere editorialmente il personaggio raccontato. Ma la scelta di destinare risorse pubbliche a una produzione incentrata su Rita De Crescenzo è inevitabilmente destinata ad alimentare il dibattito, soprattutto considerando la storia giudiziaria della protagonista.

Nel 2017 De Crescenzo venne arrestata nell’ambito di un’indagine che portò a un’operazione contro il clan Elia del Pallonetto di Santa Lucia. È inoltre imputata in un procedimento riguardante una presunta rete di spaccio di cocaina, accuse che ha sempre respinto sostenendo di essere stata consumatrice ma non spacciatrice. Nel 2026 è arrivata anche una condanna in primo grado a un anno per diffamazione ai danni di un’assistente sociale del Comune di Napoli. Procedimenti e vicende differenti che, naturalmente, devono essere raccontati rispettando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Dal fenomeno TikTok a un biopic da oltre un milione di euro

Resta il cortocircuito mediatico. Rita De Crescenzo è passata dall’essere un fenomeno prevalentemente social a diventare un personaggio della televisione generalista, ospite anche di programmi nazionali, fino ad arrivare adesso a una produzione audiovisiva interamente costruita sulla sua storia.

Ed è proprio qui che la vicenda diventa più interessante della semplice domanda «Netflix sì o Netflix no». Perché mentre le piattaforme prendono pubblicamente le distanze dall’ipotesi di una loro partecipazione, qualcuno sta comunque investendo sulla tiktoker napoletana e una macchina produttiva sarebbe già partita.

Resta quindi da scoprire dove finirà «Svergognata» una volta terminata. Netflix ha detto no, Prime Video ha smentito l’acquisizione, mentre dalla produzione non sono arrivati chiarimenti definitivi sulla destinazione. Il prodotto, però, secondo le ricostruzioni pubblicate, non sarebbe affatto una voce o un progetto rimasto sulla carta. Le telecamere sarebbero già accese. E il vero «Rita De Crescenzo gate», a questo punto, potrebbe essere appena cominciato.