«Appena torno in Italia farò i miei passi». Roberta Bruzzone non sembra intenzionata a lasciar cadere le parole di Milo Infante e annuncia una risposta che potrebbe arrivare direttamente nelle sedi giudiziarie. Lo scontro tra la criminologa e il suo ex collega televisivo, un tempo legati da un rapporto che lei stessa aveva definito quasi fraterno, raggiunge così un nuovo livello. E ancora una volta al centro c’è il delitto di Garlasco.
La scintilla è l’esposto presentato da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, nel quale compare anche il racconto di Bruzzone relativo a un episodio che sarebbe avvenuto a margine di una registrazione televisiva. Secondo quanto riferito dalla criminologa, in quella circostanza l’avvocato di Alberto Stasi Antonio De Rensis avrebbe pronunciato gravi affermazioni su Stefania Cappa alla presenza di Milo Infante.
Una ricostruzione contestata sia da De Rensis sia da Infante. Bruzzone, però, sostiene di avere gli elementi necessari per documentare quanto ha dichiarato.
Bruzzone: «Tutto quello che sta accadendo va valutato in sede giudiziaria»
La criminologa non entra nei dettagli delle iniziative che intende intraprendere, ma chiarisce quale sarà il terreno del confronto: «Credo che tutto quello che sta accadendo vada valutato in sede giudiziaria. Appena torno in Italia farò i miei passi». Ancora più significativa la risposta alle dichiarazioni di Infante: «Prendo atto che lui dice di non ricordare quella conversazione, ma non è un grosso problema: io ho modo di documentare tutto quello che ho detto e affermato».
Ed è proprio su questo punto che le versioni diventano inconciliabili. Infante non ha semplicemente espresso dubbi sulla ricostruzione: ha dichiarato di non aver mai sentito nulla del genere, dicendosi pronto a confrontarsi sulla questione davanti a un giudice. Bruzzone, dal canto suo, sostiene di poter dimostrare ciò che ha riferito. A stabilire quale ricostruzione trovi riscontro non potrà quindi essere il confronto televisivo.
La conversazione su Stefania Cappa al centro dello scontro
La vicenda nasce dall’iniziativa giudiziaria di Stefania Cappa e, in particolare, da quanto Bruzzone avrebbe raccontato in relazione a una conversazione avvenuta durante una registrazione televisiva.
Secondo la versione riportata dalla criminologa, De Rensis avrebbe formulato considerazioni molto pesanti sulla cugina di Chiara Poggi, arrivando a ipotizzarne un ruolo nella vicenda dell’omicidio. Il legale di Alberto Stasi ha contestato questa ricostruzione.
Infante ha fatto altrettanto, dichiarando: «La dottoressa Bruzzone riferisce che io avrei sentito l’avvocato Antonio De Rensis fare delle affermazioni su Stefania Cappa. Non ho mai sentito nulla del genere. Andiamo pure davanti a un giudice». A questa posizione arriva ora la replica della criminologa, che non arretra e soprattutto afferma di possedere elementi in grado di sostenere la propria versione.
Da «quasi un fratello» alla battaglia giudiziaria
La durezza dello scontro acquista un significato particolare considerando il rapporto che per anni ha legato i due protagonisti. Bruzzone è stata una delle presenze più riconoscibili di Ore 14 e il rapporto professionale con Infante si era trasformato, secondo il racconto della stessa criminologa, in un legame personale molto stretto.
Lei stessa aveva definito il conduttore «quasi un fratello». Poi la rottura, l’uscita dal programma e le divergenze diventate progressivamente pubbliche. Tra i terreni di maggiore distanza anche il caso Garlasco e le differenti posizioni maturate sulla condanna di Alberto Stasi e sulle nuove indagini.
Da allora Bruzzone ha consolidato la propria presenza televisiva accanto a Gianluigi Nuzzi, mentre con Infante sono aumentate le accuse reciproche. Ma l’esposto Cappa segna un salto di qualità: non si discute più soltanto di interpretazioni televisive o di differenti letture investigative, bensì di chi abbia ascoltato cosa, di quali parole siano state pronunciate e della possibilità di provarlo.
Bruzzone ha scelto per ora di non anticipare le proprie carte. Ha però fissato un punto preciso: al ritorno in Italia intende reagire e sostiene di poter documentare le proprie affermazioni. Quella che era cominciata come la rottura tra due protagonisti della stessa trasmissione rischia così di trasformarsi definitivamente in una battaglia giudiziaria.







