L’attacco del Wall Street Journal a New York: “Amazon nel mirino della sinistra”

Zohran Mamdani, sindaco di New York

«Prima o poi, nell’America di oggi, se hai successo negli affari finirai nel mirino con l’accusa di aver commesso qualche presunto peccato politico. Non conta quanti posti di lavoro crei o quali servizi offri. Chiedetelo ad Amazon».

Si apre con questo durissimo affondo l’editoriale del Wall Street Journal, di proprietà di Jeff Bezos, che prende di mira il sindaco di New York, Zohran Mamdani, colpevole di aver appoggiato apertamente il Delivery Protection Act. La legge, fortemente sostenuta da Teamsters, tra i più potenti sindacati d’Oltreoceano, e presentata dalla consigliera socialista Tiffany Cabán, punta a rivoluzionare il mondo delle consegne.

Il provvedimento impone ad Amazon di riclassificare l’intera rete dei suoi lavoratori delle consegne e dei subappaltatori come dipendenti diretti. Una stretta che, secondo il quotidiano finanziario, rischia di creare un effetto domino devastante, arrivando a colpire anche altri giganti della logistica come FedEx.

Il laboratorio newyorkese e lo scontro sui diritti

Dietro l’iniziativa si cela una battaglia politica di portata nazionale. Secondo la ricostruzione del WSJ, il sindacato Teamsters e la sinistra newyorkese stanno usando la metropoli come vero e proprio banco di prova per introdurre il divieto di subappalto su scala federale.

Dalla Casa Comunale la linea è chiara: l’amministrazione Mamdani accusa i colossi delle vendite online di utilizzare la rete dei subappalti per eludere le proprie responsabilità, lasciando i lavoratori senza garanzie e scaricando sulla collettività le conseguenze di condizioni di lavoro spesso pericolose sulle strade cittadine.

Il contrattacco del quotidiano economico

Di parere opposto la redazione del quotidiano newyorkese, che difende a spada tratta l’attuale modello di business. A New York, Amazon si avvale di circa 40 aziende partner per un totale di oltre 5.000 addetti, un ingranaggio che garantisce la consegna delle merci a domicilio nel giro di poche ore.

Secondo il quotidiano economico, abolire questo sistema non danneggerebbe solo le imprese, ma toglierebbe una fondamentale valvola di flessibilità a migliaia di lavoratori con orari atipici, dagli studenti universitari a chi deve conciliare l’impiego con l’assistenza ai familiari.