Lutto nel giornalismo italiano: è morto Daniele Compatangelo, corrispondente di La7 a Washington

Il mondo dell’informazione è sotto shock per la scomparsa di Daniele Compatangelo, firma di spicco e storico corrispondente negli Stati Uniti per La7 e diverse testate internazionali. Il giornalista, nato nel 1975, è deceduto a causa di un infarto nella sua abitazione a Washington, dove la polizia locale ha svolto gli accertamenti di rito.

La notizia ha suscitato profonda commozione non solo tra la comunità di cronisti italiani ma anche alla Casa Bianca, ambiente che il reporter frequentava quotidianamente e dove era stimato da colleghi e addetti ai lavori. Fonti vicine al giornalista hanno riferito che Compatangelo appariva molto stressato nell’ultimo periodo, provato dai ritmi incessanti di un lavoro che lo vedeva impegnato sul campo ogni giorno, domeniche comprese. La famiglia è stata tempestivamente avvisata del decesso.

Di più sul giornalista

Nato a Savona il 15 novembre 1975 e cresciuto a Torino, Compatangelo aveva vissuto a Roma prima di stabilirsi da molti anni negli Stati Uniti, paese di cui aveva ottenuto anche la cittadinanza. Il suo percorso professionale vantava venticinque anni di attività con collaborazioni per importanti realtà come Sky e Il Secolo XIX, uffici stampa di primo piano e la copertura di ben otto edizioni dei Giochi Olimpici, da Sydney 2000 fino a Londra 2012.

Presidente della stampa estera alla Casa Bianca

I suoi reportage erano stati trasmessi da Rai, Mediaset e dalla televisione pubblica svizzera RSI, mentre tra i riconoscimenti figurava la Menzione d’Onore al Southern California Journalism Awards per il documentario The Los Angeles Breakdown. Membro fondatore del White House Foreign Media Group, lo scorso novembre era stato eletto presidente dell’associazione nata per coordinare la stampa estera accreditata presso la sede del governo americano.

Di recente, Compatangelo era stato autore di un clamoroso scoop per la trasmissione L’aria che tira. Raggiunto telefonicamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, gli aveva strappato dichiarazioni destinate a innescare un acceso caso politico e diplomatico.

Lo scoop della telefonata a Trump

Nel corso dell’intervista, il tycoon aveva sostenuto che la premier italiana Giorgia Meloni lo avesse implorato per scattare una foto insieme a margine del summit di Evian. La diffusione di quelle parole da parte del corrispondente de La7 aveva provocato l’immediata e dura replica della presidente del Consiglio italiana, la quale aveva smentito seccamente la ricostruzione definendola totalmente inventata e ribadendo con fermezza la dignità delle istituzioni nazionali.

La tragica scomparsa del reporter ha unito nel cordoglio colleghi, dirigenti e amici. Il direttore di La7, Andrea Salerno, ha espresso il dolore di tutta la redazione definendo Compatangelo un collaboratore raro e prezioso, ricordato per la precisione, l’allegria e l’incessante passione nel raccontare i fatti.

Parenzo: un giornalista vecchio stampo

Un ricordo colmo di commozione è arrivato anche da David Parenzo, conduttore de L’aria che tira e legato al cronista da una profonda amicizia. Parenzo ne ha tratteggiato il profilo di un giornalista vecchio stampo, mai ideologico, capace di coltivare fonti di primissimo piano tra i palazzi del potere americano — dal Pentagono fino al Segretario di Stato Marco Rubio — mantenendo sempre un’inconfondibile combinazione tra rigore professionale, grande disponibilità e spiccata ironia.