Stalker armato tentò l’irruzione in casa Ferilli: chiesto il rinvio a giudizio

Sabrina Ferilli

Il 9 novembre 2025, nella casa di Sabrina Ferilli, si è consumato un pomeriggio di paura. Per la seconda volta nella vita dell’attrice, un uomo si è presentato alla porta armato di un martello di oltre dieci chili. Il trentaseienne, nato a Caserta, avrebbe cercato di convincere anche il marito di Ferilli ad aprire e farlo entrare.

È stato individuato poco dopo e nei suoi confronti la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per violazione di domicilio e atti persecutori. Il procedimento è stato sospeso perché il giudice ha disposto una perizia volta a stabilire se l’uomo sia capace di intendere e di volere. Se venisse dichiarato non imputabile, potrebbe essere affidato a una comunità, ipotesi che preoccupa l’attrice e la sua famiglia per la pericolosità sociale del soggetto.

Le parole dell’avvocata Bongiorno

Giulia Bongiorno, legale di Sabrina Ferilli e del marito Flavio Cattaneo, ha definito l’episodio di una gravità inaudita, un’azione estremamente aggressiva che non può essere considerata isolata. Ha spiegato che la violenza tende a ripetersi e che il giudice dovrà tener conto del rischio concreto per garantire ai suoi assistiti una tutela effettiva da ogni possibile reiterazione.

Il precedente del 2014 e la condanna del 2020

Per Ferilli non è la prima volta. Nel 2014 un altro stalker si presentò nella sua vita sostenendo di essere stato mandato dai marziani per avere dei figli con lei. Quella vicenda si concluse nel 2020 con una condanna a un anno e quattro mesi di carcere. Un passato che rende ancora più inquietante la nuova irruzione.

La minaccia al marito e l’identificazione

Secondo le indagini, il nuovo stalker avrebbe osservato i movimenti dell’attrice per tre mesi, a partire dall’agosto dell’anno precedente. Il 9 novembre ha tentato l’irruzione prendendo a colpi di martello la porta dell’abitazione. Cattaneo, allarmato, gli ha chiesto il motivo di tanta violenza. L’uomo ha risposto di chiamarsi Rocco e gli ha intimato di togliersi di mezzo, avvertendolo che sarebbe tornato. Il giorno successivo è stato identificato dai carabinieri del comando provinciale e da allora non si è più presentato.