Vladimir Putin combatte un’altra guerra, la più antica e impossibile: quella contro la morte. A pochi mesi dal suo settantaquattresimo compleanno, il presidente russo avrebbe trasformato la ricerca sulla longevità in una priorità nazionale, mobilitando scienziati, medici, università e finanziamenti pubblici per rallentare l’invecchiamento e sostituire gli organi deteriorati.
Secondo quanto riportato dal “Sun”, il piano varrebbe oltre 20 miliardi di euro e comprenderebbe terapie geniche, biostampa di tessuti viventi e sperimentazioni per far crescere organi umani negli animali. Una corsa alla vita lunga che, per gli osservatori occidentali, assomiglia sempre più a un’ossessione personale dell’uomo più potente del Cremlino.
Il sogno di arrivare a 150 anni
Nel settembre 2025, durante un incontro pubblico a Pechino con Xi Jinping e Kim Jong-un, Putin fu ripreso da un microfono rimasto acceso mentre parlava delle possibilità offerte dalla biotecnologia. Il presidente russo osservò che i trapianti ripetuti di organi avrebbero potuto portare gli esseri umani a vivere fino a 150 anni, «forse persino» a raggiungere l’immortalità.
Da allora quelle frasi hanno assunto un peso diverso. Mosca ha istituito un dipartimento chiamato “Nuove tecnologie per la tutela della salute”, destinando risorse alla ricerca contro l’invecchiamento cellulare. Il viceministro della Scienza Denis Sekirinsky ha definito le terapie geniche una delle strade più promettenti nella lotta contro il deterioramento dell’organismo.
Sir Richard Dearlove, ex capo dell’MI6, ha liquidato il progetto come una «meravigliosa illusione»: il desiderio di restare al potere, secondo l’ex 007 britannico, spingerebbe molti leader a immaginare di poter rimandare all’infinito il proprio limite biologico.
Laboratori segreti e organi stampati
Il centro di questa strategia sarebbe Sirius, la cittadella scientifica creata da Putin vicino a Sochi, ai margini del Caucaso. Ufficialmente ospita un’università di scienza e tecnologia e un collegio d’élite per ragazzi particolarmente dotati. Secondo le ricostruzioni citate dal quotidiano britannico, nei suoi spazi sarebbero però attivi laboratori riservati sulla manipolazione genetica e sui trattamenti anti-età.
Gli scienziati russi starebbero lavorando su due fronti. Il primo è la biostampa 3D di tessuti viventi: cartilagine umana e una tiroide di topo sarebbero già stati realizzati. Il secondo riguarda la crescita di organi destinati all’uomo nei mini-maiali, scelti per la loro compatibilità genetica.
La ricerca si estenderebbe anche a ratti talpa nudi, resistenti al cancro, cetacei, zibellini e meduse considerate biologicamente “immortali”. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2030 alla sostituzione di organi umani danneggiati.
La figlia Maria e le fragole della giovinezza
A guidare l’iniziativa ci sarebbero Maria Vorontsova, endocrinologa e figlia di Putin, e Mikhail Kovalchuk, direttore dell’Istituto Kurchatov. Kovalchuk sostiene da anni che la medicina riuscirà a riparare progressivamente il corpo umano. «È difficile parlare di immortalità, ma la capacità dell’uomo di riparare i danni aumenterà senza dubbio», ha dichiarato.
Nel programma rientrerebbero perfino fragole geneticamente modificate, coltivate a Sirius e arricchite di quercetina, un antiossidante associato alle ricerche sull’invecchiamento. E restano le voci sui bagni nel sangue di cervo maral, praticati da Putin in Siberia: un rituale cui non è attribuita alcuna efficacia scientifica dimostrata. Tra laboratori d’avanguardia e rimedi da leggenda, il messaggio è uno solo: il leader del Cremlino non sembra disposto ad arrendersi al tempo.







