Ci voleva Roberto Benigni per trovare finalmente un leader capace di mettere d’accordo tutto il Campo Largo. E il nome scelto dal premio Oscar ha un piccolo problema: è morto quasi ottocento anni fa. Ospite di Bruno Vespa a Cinque Minuti per presentare Francesco – Il Cantico, lo speciale che Rai1 trasmetterà domenica 4 ottobre alle 20.30, Benigni è partito dalla figura di San Francesco e in pochi secondi è riuscito a portarlo dentro uno dei tormentoni della politica italiana contemporanea.
Il ragionamento, naturalmente, è quello tipicamente benigniano, costruito partendo dalla capacità straordinaria del Santo di Assisi di parlare a chiunque. Quando Francesco predicava, ha ricordato l’attore, lo ascoltavano tutti: persone, animali, piante, alberi, uccelli, cani e persino lupi. A quel punto la conclusione è arrivata quasi inevitabile: «Potrebbe essere stato un ottimo leader del Campo Largo, avrebbe messo d’accordo tutti senza primarie, sarebbe stato meraviglioso».
Una battuta che funziona proprio perché prende di mira, senza bisogno di nominare nessuno, una delle difficoltà più evidenti dell’alleanza progressista: tenere insieme sensibilità, partiti e leadership differenti. Benigni non entra nel merito delle dispute politiche e non assegna ragioni o torti; gli basta immaginare il poverello di Assisi alle prese con riunioni, candidati e primarie per costruire la gag.
San Francesco risolve persino il problema del leader
Dietro la battuta politica, però, c’è il vero motivo della presenza di Benigni nello studio di Vespa. L’attore sta tornando a uno dei terreni che negli ultimi anni gli sono diventati più congeniali, quello dei grandi testi e delle figure capaci di attraversare i secoli. Dopo Dante e la Costituzione, questa volta al centro del suo racconto c’è Francesco d’Assisi, al quale ha dedicato anche un libro e che domenica porterà in prima serata su Rai1.
Lo speciale arriva in occasione della festa del 4 ottobre e nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. La Rai aveva annunciato già nei palinsesti estivi la serata evento dedicata al patrono d’Italia, affidandola proprio a Benigni.
Il Francesco raccontato dall’attore, però, è molto lontano dall’immaginetta rassicurante e immobile alla quale spesso è stato ridotto. Benigni insiste piuttosto sulla sua capacità di rompere gli schemi e lo descrive come un uomo radicalmente innovativo, capace di muoversi in direzione opposta rispetto alle convenzioni del proprio tempo. Un uomo che parlava di pace in un’epoca attraversata dalle guerre, attribuiva alla natura una dignità rivoluzionaria e costruiva attorno a sé una comunità nella quale trovavano spazio persone diversissime.
È proprio questa capacità di tenere insieme mondi apparentemente inconciliabili a offrire a Benigni l’assist per il Campo Largo. Se riusciva a farsi ascoltare persino dal lupo, sembra essere il sottotesto della battuta, forse avrebbe avuto qualche possibilità anche con una coalizione politica.
Da Santa Chiara al Cantico, il Francesco rivoluzionario di Benigni
Quando la battuta lascia spazio al racconto, Benigni si concentra soprattutto sugli aspetti più moderni della figura francescana. Uno riguarda il rapporto con le donne e in particolare con Santa Chiara, presenza fondamentale nella storia del movimento francescano. Un altro è naturalmente il rapporto con la natura, condensato nel Cantico delle creature, uno dei testi fondativi della letteratura italiana e il cuore dello spettacolo televisivo.
Per Benigni il Santo non è interessante perché appartiene a un passato remoto, ma esattamente per il contrario: molte delle questioni che affrontò continuano a essere riconoscibili otto secoli dopo. La pace, la povertà, il rapporto tra esseri umani e ambiente, la capacità di riconoscere dignità a chi rimane ai margini diventano così il ponte tra il Francesco medievale e il pubblico contemporaneo.
È il meccanismo che Benigni utilizza da anni quando affronta i grandi classici: toglierli dalla teca, scrollare via la polvere della celebrazione ufficiale e provare a raccontarli come se fossero ancora vivi. Questa volta l’operazione parte addirittura da una battuta sulla politica italiana.
Domenica il ritorno in prima serata con “Francesco – Il Cantico”
L’appuntamento vero è per domenica 4 ottobre alle 20.30 su Rai1, quando Benigni sarà protagonista di Francesco – Il Cantico. La serata era stata inserita dalla Rai nei palinsesti proprio come uno degli eventi speciali della stagione e sarà dedicata alla figura del Santo e alla forza ancora attuale delle sue parole.
La comparsata da Bruno Vespa è servita quindi come antipasto, ma è bastata una manciata di minuti perché Benigni trovasse la frase destinata a circolare. Non un comizio e nemmeno un’indicazione politica, semplicemente uno dei suoi cortocircuiti tra passato e presente: prendere uno degli uomini più celebri del Medioevo e catapultarlo direttamente dentro le complicazioni delle alleanze italiane del 2026.
Il risultato è che, almeno nella fantasia di Roberto Benigni, il Campo Largo ha finalmente trovato qualcuno capace di mettere tutti d’accordo senza bisogno di primarie. Peccato soltanto che Francesco d’Assisi non sia disponibile per la candidatura da circa otto secoli.







