Elezioni Usa, la notte della verità per Trump: dalle prime urne alla battaglia per il Congresso, tutti gli orari italiani dello spoglio

Donald Trump – Midterm USA

La lunga notte delle elezioni americane comincia a mezzanotte, ora italiana, e prosegue fino alle sette del mattino, quando chiuderanno gli ultimi seggi dell’Alaska. Donald Trump e i repubblicani affrontano il voto di metà mandato con il controllo di entrambe le camere del Congresso, mentre i democratici cercano di modificare gli equilibri politici di Washington. In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e 35 del Senato. Gli americani eleggono anche i governatori di 36 Stati e tre territori, oltre a migliaia di rappresentanti locali. Per capire l’andamento dello scrutinio bisognerà seguire soprattutto Georgia, North Carolina, Ohio, Maine, Texas, Kansas, Iowa e Michigan. Ma la chiusura delle urne non garantirà risultati immediati: alcune competizioni potrebbero richiedere giorni di conteggi.

Elezioni Usa 2026, quanti seggi servono per conquistare il Congresso

Alla vigilia delle elezioni, i repubblicani controllano la Camera con 219 deputati contro i 214 democratici. Due seggi risultano vacanti. Al Senato il partito di Trump conta 53 rappresentanti, mentre i democratici ne hanno 45. Completano l’assemblea due indipendenti.

Per conquistare la maggioranza alla Camera servono 218 seggi. Al Senato la soglia ordinaria è di 51, anche se il vicepresidente può intervenire in caso di parità. I democratici puntano quindi a recuperare almeno quattro seggi rispetto agli attuali rapporti di forza.

La consultazione coinvolge anche numerose amministrazioni statali. Gli elettori scelgono i governatori di 36 Stati e tre territori, oltre a procuratori generali e rappresentanti locali. Il programma elettorale comprende inoltre 164 referendum.

Tra le consultazioni più significative figura quella californiana sulla patrimoniale per i grandi patrimoni. La proposta prevede un’imposta del 5% per chi possiede più di un miliardo di dollari.

Mezzanotte e ore 1: Kentucky, Georgia e Virginia aprono lo scrutinio

A mezzanotte italiana chiude la maggior parte dei seggi in Indiana e Kentucky. Una delle prime competizioni da osservare riguarda il sesto distretto del Kentucky, nell’area di Lexington. Qui il repubblicano Ralph Alvarado affronta il democratico Zach Dembo per il posto lasciato da Andy Barr.

Alle ore 1 terminano le votazioni in Georgia, South Carolina e Virginia. Chiudono anche gli altri seggi di Indiana e Kentucky e una parte di quelli della Florida e del New Hampshire.

In Georgia il senatore democratico Jon Ossoff affronta il repubblicano Mike Collins. La media dei sondaggi della vigilia assegna a Ossoff un vantaggio di 8,6 punti percentuali.

Sempre in Georgia, Keisha Lance Bottoms e Rick Jackson si contendono il governatorato. La distanza nelle rilevazioni è minima: appena 0,3 punti percentuali.

In Virginia meritano attenzione soprattutto i distretti VA-01 e VA-05, dove i democratici cercano di conquistare seggi repubblicani. Nel secondo distretto, invece, la repubblicana Jen Kiggans affronta l’ex deputata democratica Elaine Luria.

Ore 1.30: North Carolina e Ohio, due sfide importanti per il Senato

Alle 1.30 chiudono i seggi in North Carolina, Ohio e West Virginia. Terminano le operazioni anche in altre località della Florida e del New Hampshire.

In North Carolina l’ex governatore democratico Roy Cooper affronta il repubblicano Michael Whatley per un seggio al Senato. Le rilevazioni precedenti al voto indicano un vantaggio di undici punti per Cooper.

La sfida interessa particolarmente i democratici, che non eleggono un senatore nello Stato dal 2014. Il North Carolina offre inoltre una competizione significativa nel primo distretto della Camera, dove Don Davis affronta Laurie Buckhout.

In Ohio, l’ex senatore democratico Sherrod Brown cerca di riconquistare un seggio contro il repubblicano Jon Husted. La media dei sondaggi indica Brown avanti di 2,8 punti.

Gli elettori dell’Ohio scelgono anche il nuovo governatore. La competizione vede contrapposti il repubblicano Vivek Ramaswamy e la democratica Amy Acton, protagonista di una campagna elettorale particolarmente accesa.

Ore 2: Maine, Pennsylvania e Florida sotto osservazione

Alle 2 chiudono i seggi in numerosi Stati della costa orientale e del Midwest. Tra questi figurano Maine, Pennsylvania, Massachusetts, New Jersey, Illinois e Tennessee.

Nel Maine la senatrice repubblicana Susan Collins affronta il democratico Troy Jackson. Collins siede al Congresso da trent’anni e deve difendere il proprio seggio in una competizione molto combattuta. La media dei sondaggi indica Jackson avanti di 3,6 punti.

In Pennsylvania attirano attenzione soprattutto due distretti della Camera. Nel primo, il repubblicano Brian Fitzpatrick affronta il democratico Bob Harvie. Nel decimo, la democratica Janelle Stelson sfida il deputato repubblicano Scott Perry.

La Florida potrebbe offrire risultati relativamente rapidi. Lo Stato conta abitualmente gran parte delle schede durante le prime ore successive alla chiusura dei seggi.

Particolare attenzione riguarda il quattordicesimo distretto, nell’area di Tampa, e il ventiduesimo, nel sud dello Stato. Entrambe le competizioni permetteranno di osservare gli effetti della ridefinizione dei collegi elettorali.

Alle 2.30 chiudono anche i seggi in Arkansas, tradizionalmente favorevole ai repubblicani.

Ore 3: Texas, Kansas, Iowa e Michigan entrano nella notte elettorale

Alle 3 chiudono le urne in Arizona, Colorado, Iowa, Kansas, Louisiana, Michigan, Minnesota, Nebraska, New Mexico, New York, Texas e Wisconsin. Terminano le votazioni anche in altri Stati centrali.

A questo punto circa l’80% del Paese avrà concluso le operazioni di voto. Le competizioni per il Senato in Texas, Kansas, Iowa e Michigan offriranno indicazioni importanti sui nuovi equilibri del Congresso.

In Texas il democratico James Talarico affronta il repubblicano Ken Paxton. Lo Stato non elegge un senatore democratico da 38 anni. Alla vigilia, la media dei sondaggi assegna a Talarico un vantaggio di 2,6 punti percentuali.

In Kansas, il senatore repubblicano Roger Marshall sfida il democratico moderato Adam Hamilton. Le rilevazioni indicano Hamilton avanti di 4,1 punti.

In Iowa il democratico Josh Turek affronta la repubblicana Ashley Hinson. I sondaggi descrivono una competizione sostanzialmente in parità, nella quale anche piccoli spostamenti potrebbero incidere sul risultato.

Il Michigan propone invece il confronto tra il democratico Abdul El-Sayed e l’ex deputato repubblicano Mike Rogers. Le rilevazioni precedenti al voto attribuiscono a El-Sayed un vantaggio di 5,3 punti.

Dalle ore 4 alle 7: California, Hawaii e Alaska chiudono le urne

Alle 4 terminano le votazioni in Montana, Nevada e Utah. Nel primo distretto del Montana il democratico Sam Forstag affronta il repubblicano Aaron Flint per un seggio della Camera.

Alle 5 chiudono California, Idaho, Oregon e Stato di Washington. La California elegge il nuovo governatore e vota sulla proposta di patrimoniale per i miliardari.

Lo Stato offre inoltre un banco di prova per la nuova distribuzione dei collegi elettorali. Nel ventiduesimo distretto il democratico Randy Villegas affronta il repubblicano David Valadao.

Alle 6 chiudono le urne alle Hawaii e in gran parte dell’Alaska. Le ultime operazioni termineranno alle 7, nelle isole Aleutine.

Proprio l’Alaska ospita una delle competizioni più particolari per il Senato. Il repubblicano Dan Sullivan affronta la democratica Mary Peltola e un candidato indipendente che porta il suo stesso nome.

La presenza di due candidati omonimi ha alimentato polemiche durante la campagna elettorale. Lo scrutinio potrebbe inoltre richiedere tempi lunghi, soprattutto per le schede che arrivano dalle località più remote.

Quando arriveranno i risultati delle elezioni americane?

La chiusura dei seggi non coincide con la conclusione dello scrutinio. Ogni Stato applica procedure e tempi differenti, mentre le competizioni più equilibrate richiedono controlli particolarmente accurati.

Florida, Georgia, North Carolina e Ohio potrebbero offrire indicazioni già durante la notte italiana. In altri Stati il conteggio proseguirà per molte ore e potrebbe protrarsi fino ai giorni successivi.

I precedenti invitano alla prudenza. Nel 2022 e nel 2024 sono serviti otto giorni per conoscere il controllo definitivo della Camera dei rappresentanti. Nel 2022 il risultato complessivo del Senato arrivò dopo quattro giorni.

La notte americana offrirà quindi una successione di risultati locali, proiezioni e aggiornamenti. Soltanto il completamento degli scrutini permetterà di conoscere la nuova composizione del Congresso e i rapporti di forza tra repubblicani e democratici.