Elezioni Usa, macchine per votare in tilt e panico tra i democratici: sui social esplode il sospetto di un «effetto Musk» sul voto

voto Midterm USA

Macchine elettroniche che rifiutano le schede, elettori che denunciano anomalie nella selezione dei candidati e un’ondata di sospetti che attraversa i social americani. Nel giorno delle elezioni di medio termine, i problemi tecnici segnalati in diversi seggi degli Stati Uniti alimentano la preoccupazione tra gli elettori democratici. Dal Mississippi al Massachusetts, dal North Carolina a New York, arrivano segnalazioni di malfunzionamenti che riaccendono il dibattito sulla sicurezza del voto elettronico. Su Facebook e X alcuni utenti evocano addirittura un possibile «effetto Elon Musk», ipotizzando interferenze attraverso la rete satellitare Starlink. Al momento, però, nessun elemento documentato collega il miliardario alle anomalie denunciate. Le difficoltà tecniche e i sospetti di manipolazione restano due questioni distinte.

Macchine elettroniche in difficoltà in diversi Stati americani

Le segnalazioni riguardano problemi tecnici nelle operazioni di voto. In alcuni seggi, secondo i racconti circolati durante la giornata elettorale, le apparecchiature elettroniche non avrebbero accettato le schede. Le anomalie avrebbero interessato località di diversi Stati, tra cui Mississippi, Massachusetts, North Carolina e New York.

La diffusione geografica delle segnalazioni ha contribuito ad alimentare l’allarme. Sui social, alcuni elettori hanno iniziato a collegare episodi differenti, interpretandoli come possibili segnali di un problema più ampio. Tuttavia, la presenza di malfunzionamenti in più Stati non dimostra automaticamente un’origine comune.

Per stabilire la natura delle anomalie occorrono verifiche sulle singole apparecchiature, sulle procedure di voto e sugli eventuali interventi dei responsabili elettorali. Non tutte le macchine utilizzate negli Stati Uniti svolgono le stesse funzioni: alcune consentono di compilare la scheda, altre registrano o conteggiano i voti.

Il caso di Stella Parton: «La macchina cambiava il mio voto»

A riaccendere i sospetti aveva contribuito, nei giorni precedenti, una denuncia di Stella Parton, sorella della cantante country Dolly Parton. La donna aveva raccontato un episodio avvenuto in Tennessee durante le operazioni di voto.

Secondo la sua testimonianza, la macchina elettronica avrebbe modificato per tre volte la scelta effettuata, spostando il voto dal candidato democratico a quello repubblicano. Soltanto al quarto tentativo, sempre secondo il suo racconto, il sistema avrebbe accettato la selezione corretta.

La denuncia ha attirato l’attenzione perché riguarda un’anomalia diversa dal semplice rifiuto di una scheda. In questo caso, infatti, l’elettore sostiene che l’apparecchiatura abbia mostrato una scelta differente da quella indicata.

Altri utenti hanno raccontato episodi simili in diversi Stati. Si tratta di segnalazioni che richiedono riscontri tecnici per chiarire se derivino da problemi di calibrazione, errori di utilizzo o altri malfunzionamenti. Il racconto di un elettore, da solo, non dimostra una manipolazione intenzionale del voto.

Sui social spunta Elon Musk: i sospetti su Starlink

Le segnalazioni hanno alimentato una seconda polemica, questa volta direttamente politica. Su Facebook e X alcuni utenti hanno cominciato a parlare di un presunto «effetto Elon Musk», collegando i problemi alle tecnologie del miliardario.

Al centro delle ipotesi compare Starlink, il sistema satellitare di SpaceX. Alcuni commenti suggeriscono che Musk potrebbe sfruttare le proprie competenze tecnologiche per interferire con le apparecchiature elettorali. Sono sospetti che circolano online, senza prove di un collegamento tra Starlink e i malfunzionamenti.

A rafforzare la diffidenza contribuiscono alcune dichiarazioni del passato. Musk aveva descritto i sistemi di voto elettronico come vulnerabili. Donald Trump, dopo il ritorno alla Casa Bianca, aveva elogiato le sue conoscenze delle macchine elettorali.

Nessuna di queste dichiarazioni dimostra però che Musk abbia accesso ai sistemi utilizzati nei seggi o che possa modificarne i risultati.

Le verifiche sui malfunzionamenti e i controlli sulle schede

Le segnalazioni di errori sui touchscreen hanno trovato riscontro in diversi Stati, ma le verifiche finora disponibili non indicano una manipolazione deliberata. Gli esperti elettorali hanno richiamato soprattutto problemi di calibrazione degli schermi e selezioni involontarie.

Nel caso di Stella Parton, le autorità del Tennessee hanno sottolineato che gli elettori possono controllare e correggere le proprie scelte prima di confermare il voto. La cantante ha raccontato di essere riuscita a selezionare il candidato desiderato dopo tre tentativi.

Anche durante la giornata elettorale si sono verificati problemi tecnici in alcune località americane. Le autorità hanno però descritto gran parte degli inconvenienti come circoscritti, adottando dove necessario misure per consentire agli elettori di votare.

Rimane quindi una distinzione fondamentale tra i malfunzionamenti segnalati, le preoccupazioni degli elettori e le accuse di interferenza. I primi richiedono controlli tecnici; le seconde fotografano il clima di sfiducia; le ultime, allo stato attuale, non trovano conferma nelle prove disponibili.