Ronaldinho torna a giocare a 46 anni: riparte dal Ravenna in Serie C. «Porterò entusiasmo e spettacolo, magari segno anche»

Ronaldinho

Ronaldinho torna a giocare a calcio a 46 anni e lo farà in Italia, undici anni dopo il suo ritiro ufficiale. Il fuoriclasse brasiliano, Pallone d’Oro nel 2005 e campione del mondo con il Brasile nel 2002, ha accettato la proposta del Ravenna, club di Serie C guidato dal presidente Ignazio Cipriani.

Non sarà un ritorno tradizionale e Ronaldinho non affronterà un’intera stagione tra allenamenti, trasferte e partite di campionato. L’accordo prevede però che il brasiliano giochi almeno una partita nello stadio di Ravenna, trasformando il suo ritorno in campo in uno degli eventi più curiosi della stagione calcistica italiana.

Alla prima domanda sulle sue condizioni fisiche, Dinho ha risposto con il sorriso che lo accompagna dai tempi del Barcellona e del Milan: «Sto bene…». Poi una risata. Ma quando gli hanno chiesto della possibilità di tornare addirittura al gol, non ha escluso nulla: «Se viene sarà ancora più bello».

Ronaldinho: «Sono qui per portare spettacolo»

L’obiettivo del brasiliano appare chiarissimo. «Sono qui per portare entusiasmo ai compagni e spettacolo», ha spiegato durante il primo incontro con i giornalisti.

Ronaldinho si è detto «molto felice» di trovarsi a Ravenna e soprattutto di vivere questa nuova avventura insieme agli amici. «Ci aspettiamo che le cose vadano bene per la squadra», ha aggiunto.

A convincerlo è stato proprio il rapporto personale con il presidente del Ravenna Ignazio Cipriani, che ha raccontato la genesi di un’operazione decisamente fuori dagli schemi: «L’ho convinto con amicizia e passione. Penso sia passato il progetto».

Ma il presidente guarda anche oltre il risultato sportivo. Portare uno dei giocatori più amati degli ultimi decenni in Serie C rappresenta un’occasione per accendere i riflettori sul club: «Questa è stata un’operazione per avvicinare tutta la città alla squadra».

Dal Milan al Ravenna, il ricordo del derby

Il ritorno in Italia ha inevitabilmente riportato Ronaldinho agli anni trascorsi con la maglia del Milan, indossata dal 2008 al 2011 dopo le stagioni leggendarie al Barcellona.

«Grazie a Dio ho passato tanti buoni momenti», ha ricordato. Uno, però, rimane sopra tutti gli altri: «Il gol nel derby è il ricordo che mi fa più piacere».

Il riferimento è alla rete segnata di testa contro l’Inter nel derby del 28 settembre 2008, uno dei momenti simbolo della sua esperienza rossonera.

E il legame con il Milan non si è mai spezzato: «Lo seguo come sempre, è una squadra che mi piace molto».

L’incontro con Modric e il nuovo capitolo italiano

Ronaldinho ha parlato anche di Luka Modric, definendolo «uno dei più grandi della storia del calcio, un bravo ragazzo». Parole che raccontano quanto il brasiliano continui a seguire da vicino il calcio europeo anche dopo aver abbandonato l’attività agonistica.

Adesso, però, per lui arriva una nuova occasione per rimettere gli scarpini. Non sarà una seconda carriera e nessuno immagina Ronaldinho impegnato ogni domenica sui campi della Serie C. Ma almeno per una notte il pubblico di Ravenna potrà rivedere in campo uno dei più grandi talenti della sua generazione.

E a 46 anni Dinho non rinuncia neppure all’idea più affascinante: tornare a segnare. «Se viene, sarà ancora più bello».