Usa 2028, Marco Rubio batte JD Vance nei sondaggi per il dopo Trump: il segretario di Stato meglio del vicepresidente

Marco Rubio

La battaglia per il dopo Donald Trump non è ancora cominciata ufficialmente, ma negli Stati Uniti i sondaggisti guardano già alle elezioni presidenziali del 2028. E tra i due nomi più forti del fronte repubblicano, almeno per ora, Marco Rubio sembra avere una marcia in più rispetto a JD Vance.

Lo indica un sondaggio realizzato da Emerson College e The Hill, che ha messo il segretario di Stato e il vicepresidente americano di fronte a cinque possibili candidati democratici. Il risultato appare piuttosto netto: Rubio fa meglio di Vance in quattro confronti su cinque.

Marco Rubio più competitivo di JD Vance

La differenza emerge soprattutto quando i due repubblicani affrontano alcuni dei nomi più forti del Partito democratico.

Contro il senatore della Georgia Jon Ossoff, Vance perde di cinque punti, mentre Rubio riduce lo svantaggio a tre. Situazione analoga contro il governatore della California Gavin Newsom: anche in questo caso Vance si trova cinque punti sotto il democratico, mentre Rubio contiene il distacco a due punti.

C’è però un candidato democratico che, secondo la rilevazione, riesce a mettere in difficoltà entrambi: Pete Buttigieg. L’ex segretario ai Trasporti conserva infatti un vantaggio di cinque punti sia contro Rubio sia contro Vance.

Rubio batte Kamala Harris di cinque punti

Il risultato probabilmente più significativo riguarda Kamala Harris. L’ex vicepresidente degli Stati Uniti batterebbe JD Vance con il 49% contro il 45%, quattro punti di vantaggio.

Con Marco Rubio candidato repubblicano, però, lo scenario cambia completamente: Rubio passa davanti a Harris con cinque punti di margine. Una differenza di nove punti rispetto alla performance ottenuta da Vance nello stesso confronto.

Il segretario di Stato riesce così a trasformare una possibile sconfitta repubblicana in una vittoria, almeno nella fotografia scattata oggi dal sondaggio.

Ocasio-Cortez perde contro entrambi i repubblicani

Tra i cinque democratici testati, Alexandria Ocasio-Cortez è l’unica a perdere sia contro Vance sia contro Rubio. La deputata progressista si trova due punti dietro al vicepresidente e cinque punti sotto il segretario di Stato.

Proprio la sfida Vance-Ocasio-Cortez registra però la quota più alta di elettori che non hanno ancora scelto: l’11% degli intervistati resta indeciso. Negli altri scenari la percentuale di chi non indica un candidato non scende mai sotto il 6%.

La rilevazione ha coinvolto 1.000 elettori e presenta un margine di errore di tre punti percentuali. Numeri che impongono prudenza soprattutto nei confronti caratterizzati da distacchi molto ridotti.

La successione a Trump è già una partita tra Rubio e Vance

Né Marco Rubio né JD Vance hanno annunciato una candidatura alle presidenziali del 2028. Entrambi, tuttavia, figurano stabilmente tra i nomi più accreditati per raccogliere l’eredità politica di Donald Trump all’interno del Partito repubblicano.

Vance parte dalla posizione istituzionalmente più forte grazie alla vicepresidenza, ma Rubio può contare sulla visibilità acquisita alla guida della politica estera americana. Il sondaggio Emerson College-The Hill aggiunge ora un elemento alla competizione: quando il confronto si sposta dai soli elettori repubblicani all’elettorato generale, Rubio sembra avere una capacità maggiore di conquistare consensi.

Mancano ancora due anni alle urne e candidati, alleanze e scenario politico possono cambiare radicalmente. Ma la prima domanda sul dopo Trump comincia già a prendere forma: sarà JD Vance l’erede naturale del presidente oppure Marco Rubio riuscirà a sottrargli la candidatura repubblicana alla Casa Bianca?