Matteo Salvini guarda alla Mostra del cinema di Venezia appena conclusa e non vede quasi più il cinema. «Quest’anno mi sembrava tutto fuorché un festival del cinema», attacca il vicepremier durante il collegamento video con la Festa nazionale dell’Udc a Roma. Nel mirino finiscono le manifestazioni e le prese di posizione a sostegno della Palestina che hanno accompagnato l’edizione 2026: «C’erano pro-Pal ovunque e standing ovation per i pro-Pal». Ma il segretario della Lega non si ferma a Venezia. Parla di case, bonus, Isee e soprattutto banche, alle quali presenta un conto piuttosto salato: restituire una parte degli oltre 50 miliardi di utili previsti quest’anno e mettere 2 o 3 miliardi sul tavolo per famiglie e imprese.
Salvini boccia la Mostra di Venezia: «Pro-Pal ovunque»
Salvini racconta di aver seguito Venezia «da appassionato», ma il bilancio politico della Mostra è durissimo. A suo giudizio la mobilitazione pro-Pal avrebbe finito per sovrastare il cinema. «C’erano pro-Pal ovunque e standing ovation per i pro-Pal», sostiene, prima di richiamare quanto accaduto in Israele il 7 ottobre 2023: «C’è stata la più grande strage di ebrei dal dopoguerra a oggi, quindi occorre equilibrio».
Il vicepremier collega poi il clima attuale alla crescita degli episodi di antisemitismo: «La caccia agli ebrei nel 2026 ci riporta indietro a un passato drammatico». Parole che riaprono inevitabilmente la discussione sulla forte presenza politica che quest’anno ha accompagnato la Mostra, tra manifestazioni per Gaza e interventi dal palco.
Il Piano Casa e la frecciata a Ilaria Salis
Dal cinema Salvini passa alla casa e annuncia uno dei dossier sui quali sta lavorando in vista della legge di Bilancio. Il piano prevede l’avvio dei primi lavori all’inizio del 2027 e, secondo quanto annunciato dal ministro, la riconsegna in primavera di 60mila alloggi pubblici ristrutturati da assegnare alle persone in lista d’attesa.
Non manca la stoccata politica: «Con tanti saluti a Ilaria Salis e a quelli che sulla casa hanno un concetto diverso». Salvini annuncia inoltre per l’autunno un bando del ministero delle Infrastrutture destinato ad aiutare genitori separati e divorziati con il pagamento dell’affitto.
«Troppi bonus, così il ceto medio scivola verso il basso»
Altro bersaglio è il sistema dei bonus. Salvini sostiene che tra Comuni, Province, Regioni, Inps e altri enti ne esistano circa cinquanta e chiede di cambiare i criteri con cui vengono distribuiti. Per il leader leghista il problema sta soprattutto nell’utilizzo dell’Isee come parametro dominante, che rischierebbe di lasciare sistematicamente fuori una parte del ceto medio.
«Serve mettere un tetto ai collezionisti di bonus per ampliare la platea», sostiene. Da qui la richiesta di una riforma dell’Isee per evitare, secondo Salvini, che gli aiuti finiscano «sempre nelle solite tasche» e che il ceto medio continui ad avvicinarsi «allo scalino più basso della catena».
Salvini presenta il conto alle banche: «Restituiscano 2 o 3 miliardi»
Ma il passaggio destinato a provocare più tensioni dentro il centrodestra riguarda le banche. Salvini calcola per il sistema bancario italiano oltre 50 miliardi di utili nel 2026 e torna a chiedere che una parte di quei profitti venga redistribuita.
«Se il sistema bancario italiano, che fortunatamente è in salute e sta facendo guadagni record, restituisse una piccola parte di questo utile, 2 o 3 miliardi, alle famiglie e alle imprese, non penso che i banchieri, con soli 47 miliardi in portafoglio, piangerebbero», dice il vicepremier.
Una proposta che riporta sul tavolo uno dei temi più divisivi nella maggioranza: mettere nuovamente mano agli extraprofitti degli istituti di credito per finanziare interventi sociali. Salvini ha già indicato la cifra. Adesso bisognerà vedere che cosa ne penseranno gli alleati quando dalle dichiarazioni si passerà ai numeri della prossima manovra.







