Trump agita lo spettro dell’impeachment e chiede soldi ai suoi elettori: «I democratici vogliono cacciarmi, sono più pericolosi che mai»

Donald Trump tira fuori lo spettro dell’impeachment proprio mentre gli americani votano per decidere il futuro del Congresso. E lo trasforma immediatamente in un appello a mettere mano al portafoglio. Il presidente degli Stati Uniti invia un’email ai suoi sostenitori per raccogliere fondi e avverte che, se i democratici conquisteranno la maggioranza parlamentare, chiederanno «apertamente il mio impeachment». Il messaggio arriva mentre chiudono i primi seggi delle elezioni di metà mandato, in una notte che potrebbe cambiare i rapporti di forza a Washington. Trump non usa mezzi termini per descrivere gli avversari politici, che definisce «più fuori controllo, arrabbiati e pericolosi che mai». Poi ricorda che il suo secondo mandato è «praticamente a metà» e promette di continuare la battaglia per realizzare il programma con cui è tornato alla Casa Bianca.

Trump chiede finanziamenti e rilancia l’allarme impeachment

La strategia del presidente unisce due obiettivi: mobilitare i sostenitori e raccogliere denaro mentre gli americani scelgono i nuovi rappresentanti del Congresso.

L’email presenta una possibile vittoria democratica come una minaccia diretta alla permanenza di Trump alla Casa Bianca. Il presidente sostiene che l’opposizione potrebbe utilizzare il controllo parlamentare per avviare un nuovo procedimento di impeachment.

Non annuncia una decisione già presa dai democratici, ma attribuisce loro un’intenzione politica precisa. Il messaggio punta così a trasformare l’incertezza elettorale in un motivo per sostenere economicamente il movimento repubblicano.

Trump insiste anche sulla necessità di completare il proprio programma. «C’è ancora molto da fare per portare a termine il lavoro e rendere di nuovo grande l’America. Prometto che continuerò a lottare ogni giorno per voi e le vostre famiglie», scrive ai sostenitori.

Il riferimento al celebre slogan Make America Great Again accompagna quindi un nuovo appello alla mobilitazione, proprio nel momento in cui il partito repubblicano rischia di perdere una parte del proprio potere parlamentare.

I democratici «più fuori controllo, arrabbiati e pericolosi che mai»

Il passaggio più aggressivo dell’email riguarda la descrizione degli avversari politici. Trump definisce i democratici «più fuori controllo, arrabbiati e pericolosi che mai», utilizzando un linguaggio che ripropone la contrapposizione tra la sua amministrazione e l’opposizione.

Il presidente presenta il voto di metà mandato come una scelta dalle conseguenze immediate per il futuro della Casa Bianca. Una maggioranza democratica, nella sua ricostruzione, non si limiterebbe a ostacolare le iniziative legislative repubblicane.

Trump sostiene che il partito avversario potrebbe puntare direttamente alla sua rimozione attraverso un procedimento costituzionale.

La dichiarazione arriva dopo altri interventi nei quali il presidente ha già prospettato uno scontro con il Congresso in caso di sconfitta elettorale. Il nuovo messaggio, tuttavia, concentra l’attenzione su una questione personale e istituzionale: la possibilità di affrontare un terzo impeachment.

Trump ha già affrontato due impeachment: cosa accadde nel primo mandato

Il presidente conosce bene il procedimento che oggi torna a evocare. Durante il suo primo mandato, la Camera dei rappresentanti approvò due distinti impeachment nei suoi confronti.

Il primo arrivò nel dicembre 2019, quando la maggioranza democratica contestò a Trump abuso di potere e ostruzione del Congresso in relazione alla vicenda ucraina. Il Senato lo assolse nel febbraio 2020.

Il secondo procedimento risale al gennaio 2021, dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio. La Camera accusò Trump di incitamento all’insurrezione, ma anche in quel caso il Senato non raggiunse la maggioranza necessaria per condannarlo.

Trump rimane quindi l’unico presidente americano ad aver affrontato due impeachment distinti. Nessuno dei due procedimenti ha prodotto una condanna da parte del Senato.

Il precedente spiega perché il presidente utilizzi oggi questa prospettiva come argomento politico. Per i suoi sostenitori, l’impeachment rappresenta uno degli episodi più controversi del lungo scontro tra Trump e i democratici.

Una vittoria democratica basterebbe per rimuovere Trump?

La conquista della Camera dei rappresentanti consentirebbe ai democratici di avviare un procedimento di impeachment, ma non basterebbe per rimuovere il presidente dall’incarico.

La Costituzione americana attribuisce alla Camera il potere di formulare le accuse. Per approvare gli articoli di impeachment serve la maggioranza semplice dei deputati.

Il procedimento passa successivamente al Senato, che svolge il processo. Per condannare e rimuovere il presidente occorre il voto favorevole di due terzi dei senatori presenti.

La differenza è fondamentale. Una maggioranza democratica alla Camera potrebbe avviare un nuovo impeachment, ma la rimozione di Trump richiederebbe un consenso molto più ampio al Senato.

Inoltre, l’avvio del procedimento non sarebbe automatico. I democratici dovrebbero decidere se presentare accuse specifiche e raccogliere i voti necessari per approvarle.

Il Congresso al voto e il futuro della Casa Bianca

Le elezioni del 3 novembre rinnovano tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e 35 del Senato. Alla vigilia, i repubblicani controllano entrambe le assemblee, anche se dispongono di una maggioranza particolarmente ristretta alla Camera.

Un’eventuale vittoria democratica cambierebbe i rapporti tra Congresso e presidenza. L’opposizione potrebbe assumere la guida delle commissioni parlamentari, promuovere indagini sull’amministrazione e chiedere documenti ai funzionari federali.

La Casa Bianca conserverebbe le proprie prerogative costituzionali, ma dovrebbe confrontarsi con una maggioranza meno favorevole alle iniziative presidenziali.

È in questo scenario che Trump colloca il nuovo allarme sull’impeachment. La sua email non contiene soltanto una richiesta di finanziamenti: presenta ai sostenitori le conseguenze politiche che, secondo il presidente, potrebbero derivare dalla perdita del controllo parlamentare.

Mentre gli americani continuano a votare e iniziano i primi scrutini, Trump sposta così il confronto sul terreno che conosce bene: la battaglia contro i democratici, il richiamo ai precedenti procedimenti di impeachment e la mobilitazione della propria base elettorale.