Vannacci sfida Meloni: «Nessuna prova dei miei rapporti con Mosca e Putin». Poi l’avvertimento: «Senza di noi non vincete»

Roberto Vannacci a “Porta a Porta”

Prima respinge qualsiasi sospetto sui suoi rapporti con Mosca e Vladimir Putin, poi chiama direttamente in causa Giorgia Meloni e i vertici di Fratelli d’Italia. Infine tende una mano al centrodestra, ma lo fa alle sue condizioni: se la coalizione vuole vincere le prossime elezioni, sostiene Roberto Vannacci, dovrà fare i conti con Futuro Nazionale. Il debutto dell’ex generale a Porta a Porta diventa così un messaggio politico rivolto soprattutto agli ex alleati.

Ospite di Bruno Vespa, Vannacci parte dal risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria, dove il candidato di Futuro Nazionale Domenico Giannetta ha ottenuto il 10,94%. Il seggio è andato al candidato del centrodestra Fabio Roscioli con il 51,02%, ma Vannacci legge quel risultato come la dimostrazione del peso raggiunto dalla sua formazione. «C’è un altro fattore che conferma questa elezione: Futuro Nazionale è indispensabile al centrodestra per vincere. Noi siamo all’11% a Reggio Calabria, che è la roccaforte di Forza Italia, è inespugnabile».

«C’è poco da cantare vittoria»

Vannacci non condivide quindi l’entusiasmo con cui Forza Italia e gli altri partiti della maggioranza hanno accolto la vittoria. Il generale confronta il 51% ottenuto alle suppletive con il 62% raccolto dal centrodestra alle precedenti comunali e ne ricava una lettura politica precisa: «Meno 11% di punti rispetto a quattro mesi fa. C’è poco da cantare vittoria».

Secondo Vannacci, una parte di quei consensi sarebbe confluita proprio verso Futuro Nazionale. È una sua interpretazione politica del voto: i risultati certificano infatti le percentuali ottenute dalle diverse forze, ma non permettono da soli di stabilire la provenienza dei singoli elettori. Per il generale, però, il risultato di Reggio Calabria dimostrerebbe che la sua formazione può diventare determinante negli equilibri del centrodestra.

Lo scontro con Meloni sulla propaganda russa

Il passaggio più duro arriva quando Vespa porta il discorso sui rapporti con la Russia. Meloni aveva contestato a Vannacci di aver rilanciato contenuti riconducibili alla propaganda russa, compresi video contenenti ricostruzioni sulla premier e sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Vannacci nega: «Io non rilancio nulla» della propaganda russa. Sostiene che Meloni abbia associato quei contenuti a un utente del quale lui aveva condiviso in precedenza altri filmati, tra cui quello relativo a un legionario. Ma su quelli indicati dalla presidente del Consiglio la sua risposta è netta: «Sicuramente non ho mai condiviso i video di cui parla il presidente del Consiglio».

Poi passa al contrattacco e chiama in causa direttamente Fratelli d’Italia. «Il vertice di FdI in un’intervista ha rilasciato delle frasi abbastanza sconcertanti: “Con Vannacci non ci possiamo alleare perché non sappiamo se poi risponderebbe a Mosca”». Da qui la richiesta: «Chiedo di chiarire queste frasi».

«Nessuna prova che abbia relazioni con Putin»

È su questo punto che Vannacci pronuncia le parole più nette dell’intervista. «Non c’è nessuna prova, nessuna concretezza che io abbia relazioni con Mosca, con Putin o con tutto quello che è il putinismo». Una posizione che il leader di Futuro Nazionale aveva già espresso nelle scorse settimane, quando aveva respinto l’etichetta di filorusso attribuitagli dai suoi critici.

Il rapporto con la Russia resta uno dei terreni sui quali la distanza tra Vannacci e l’attuale maggioranza appare più evidente. A Porta a Porta il generale ha ribadito anche la propria linea sull’Ucraina. Non nega a Kiev il diritto di difendersi, ma contesta la prosecuzione dell’invio di armi e sostiene che «una brutta pace è sempre meglio di una brutta guerra». Ha inoltre confermato di non voler uscire dalla Nato, proponendo però per l’Italia un atteggiamento più autonomo all’interno dell’Alleanza Atlantica.

L’offerta al centrodestra: «Futuro Nazionale è indispensabile»

Nonostante lo scontro con Meloni, Vannacci non chiude quindi la porta a un futuro accordo. Al contrario, il messaggio politico che emerge dall’intervista è rivolto proprio al centrodestra: Futuro Nazionale vuole sedersi al tavolo della coalizione, ma rivendicando il proprio peso e senza rinunciare alle posizioni che lo distinguono dagli attuali partiti di governo.

Il risultato di Reggio Calabria diventa così, nella lettura di Vannacci, il primo argomento da mettere sul tavolo. Il candidato del centrodestra ha conquistato il seggio anche senza Futuro Nazionale, mentre Giannetta ha sfiorato l’11%. Da quei numeri l’ex generale trae una conclusione politica precisa: alle prossime elezioni nazionali quel bacino di voti potrebbe avere un peso negli equilibri della coalizione.

Così, dopo aver chiesto a Meloni e a Fratelli d’Italia di chiarire i sospetti sui suoi presunti rapporti con Mosca, Vannacci manda alla premier un secondo messaggio. Questa volta non riguarda Putin, ma il futuro del centrodestra: «Futuro Nazionale è indispensabile per vincere».