Arrestato il guru di una setta in Val di Susa: abusava delle adepte giustificando le violenze come pratiche purificatrici

Bruno Malatesta

I carabinieri del Nucleo investigativo di Torino hanno arrestato il cinquantanovenne Bruno Malatesta, fondatore e guida della Fondazione Fiore della Pace ad Almese in Val di Susa. L’operazione denominata “Asmodeo” ha portato in carcere l’uomo, accusato di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa ai danni dello Stato. Il sedicente guru si presentava alle sue vittime come il prescelto in contatto diretto con la Madre divina, riuscendo a creare una comunità residenziale nella bassa Val di Susa dove esercitava un controllo totale su diverse persone.

La manipolazione psicologica e gli abusi sulle adepte in Val di Susa

All’interno della struttura, Malatesta accoglieva prevalentemente donne che definiva monache o adepte, imponendo loro un rigoroso voto di obbedienza e povertà. Le malcapitate dovevano cedere ogni bene materiale al leader, che somministrava presunte terapie sciamaniche e rituali di guarigione. Le indagini coordinate dalla procura di Torino, guidata da Giovanni Bombardieri, rivelano un quadro drammatico di violenze sessuali reiterate, subite anche da minorenni e giustificate dal guru come necessarie pratiche purificatrici.

L’attività investigativa ha inoltre fatto luce su un’ulteriore truffa ai danni dell’Inps. Il fondatore della comunità simulava una finta disabilità motoria per ingannare la commissione medica, incassando indebitamente oltre ottantamila euro a titolo di pensione di invalidità.

Il ruolo dei collaboratori e la rete di protezione

L’inchiesta conta attualmente altri tre indagati a piede libero che affiancavano il maestro nella gestione dell’organizzazione. Due donne, una con compiti organizzativi e l’altra, psicologa di professione, la cui posizione resta al vaglio degli inquirenti, curavano la logistica della presunta setta.

Un terzo complice, massoterapista che si definiva monaco, praticava presunte terapie intime a pagamento rivolte esclusivamente a clienti donne. Il gruppo sceglieva le proprie vittime tra persone vulnerabili, colpite da lutti o gravi patologie fisiche e psicologiche, per garantirsi una maggiore facilità di manipolazione.