11 settembre, 25 anni dopo resistono i complotti: dalle Torri demolite al missile sul Pentagono fino al laser spaziale

La statua della liberta a New York l’11 settembre

Venticinque anni dopo l’11 settembre 2001, le Torri Gemelle continuano a crollare anche nell’universo parallelo dei complotti. Per milioni di persone la ricostruzione degli attentati che provocarono 2.977 vittime nasconderebbe ancora segreti, omissioni o addirittura una regia interna agli Stati Uniti.

Le teorie nate nelle settimane successive agli attacchi si sono moltiplicate con Internet e hanno trovato nei social e nei video online un gigantesco amplificatore. Alcune partono da elementi realmente controversi, altre arrivano fino alle armi laser nello spazio.

Già un sondaggio della Chapman University del 2016 mostrava la dimensione del fenomeno: oltre metà degli americani intervistati riteneva che il governo avesse nascosto informazioni sull’11 settembre.

Le Torri Gemelle demolite con esplosivi

La madre di tutte le teorie riguarda il crollo del World Trade Center. Secondo i sostenitori della «demolizione controllata», l’impatto degli aerei e gli incendi non sarebbero bastati ad abbattere le Torri: negli edifici sarebbero state piazzate in precedenza cariche esplosive.

Il principale argomento riguarda la velocità e l’apparente verticalità dei crolli. Le indagini ufficiali del NIST hanno invece attribuito il collasso ai danni provocati dagli aerei e soprattutto agli incendi, che indebolirono le strutture fino a provocarne il cedimento progressivo.

La teoria continua però a vivere, alimentata da filmati, simulazioni e analisi alternative diffuse online.

E non è l’unico aereo dell’11 settembre a essere diventato protagonista di una storia alternativa.

«Al Pentagono non arrivò un Boeing ma un missile»

Il volo American Airlines 77, secondo la ricostruzione ufficiale, colpì il Pentagono alle 9.37. Per una delle teorie più diffuse, però, contro il quartier generale della Difesa americana sarebbe stato lanciato un missile o un piccolo velivolo militare.

A nutrire i sospetti sono soprattutto le prime fotografie dell’edificio, nelle quali alcuni osservatori giudicano il punto d’impatto troppo piccolo per un Boeing 757.

La ricostruzione ufficiale poggia invece sulle testimonianze oculari, sui resti recuperati, sull’identificazione delle vittime e sui dati di volo.

Anche lo United Airlines 93, precipitato in Pennsylvania dopo la rivolta dei passeggeri contro i dirottatori, ha prodotto una teoria parallela: l’aereo sarebbe stato abbattuto dall’aviazione americana e il racconto dell’assalto dei passeggeri sarebbe servito a nascondere la decisione militare.

Le registrazioni recuperate dall’aereo documentano invece il tentativo dei passeggeri di riprendere il controllo del velivolo.

Il governo sapeva? Le due teorie LIHOP e MIHOP

Poi c’è il complotto politico.

I cospirazionisti lo dividono persino in due categorie. LIHOP, “Let It Happen On Purpose”, sostiene che l’amministrazione americana conoscesse il piano di Al Qaeda ma abbia lasciato che gli attentati avvenissero. MIHOP, “Made It Happen On Purpose”, arriva invece ad attribuire agli apparati statunitensi un ruolo diretto nell’organizzazione degli attacchi.

Alla base della prima teoria esiste un elemento reale: prima dell’11 settembre l’intelligence americana aveva raccolto diversi segnali sulla minaccia jihadista e le successive commissioni d’inchiesta individuarono pesanti falle nella circolazione delle informazioni tra le agenzie.

Da questo, però, non è mai emersa una prova che dimostri la scelta consapevole di lasciare agire i terroristi, tantomeno una partecipazione americana alla preparazione degli attentati.

Il mistero dei passaporti sopravvissuti all’inferno

Tra gli elementi che hanno maggiormente alimentato i sospetti c’è il passaporto di Satam al-Suqami, uno dei dirottatori del volo American Airlines 11.

Il documento venne recuperato nei pressi del World Trade Center. Altri documenti appartenenti a dirottatori furono ritrovati nell’ambito delle indagini sugli altri voli.

Per i complottisti è quasi impossibile accettare che documenti di carta siano sopravvissuti mentre un intero grattacielo veniva distrutto. Da qui l’idea che fossero stati «piazzati» per fornire rapidamente un’identità agli attentatori.

La spiegazione fornita dagli esperti è molto meno cinematografica: durante impatti ed esplosioni materiali leggeri possono essere espulsi dalla zona interessata prima di venire investiti dalla fase più distruttiva dell’evento.

Bin Laden, la CIA e quella sepoltura in mare

Nessun protagonista dell’11 settembre ha generato tante teorie quanto Osama Bin Laden.

Il leader di Al Qaeda è stato descritto alternativamente come agente americano, burattino della CIA, morto già nel 2002 o addirittura sopravvissuto al raid statunitense del 2011.

Una parte del mito nasce da una vicenda storica reale: durante l’occupazione sovietica dell’Afghanistan gli Stati Uniti finanziarono la resistenza afghana attraverso l’Operazione Cyclone. Da questo passaggio è nata la leggenda secondo cui la CIA avrebbe direttamente finanziato o addestrato Bin Laden, circostanza per la quale non sono emerse prove.

La sua uccisione ad Abbottabad, in Pakistan, il 2 maggio 2011 ha poi generato un’altra ondata di sospetti. Il corpo venne sepolto in mare poche ore dopo il raid dei Navy SEAL e proprio l’assenza di una tomba accessibile ha alimentato le teorie secondo cui Washington avrebbe mentito sulla sua morte.

Il complotto definitivo: le Torri colpite da un laser spaziale

Infine c’è la teoria che porta il complottometro fuori scala.

Secondo una delle ricostruzioni più estreme circolate online, le Torri Gemelle sarebbero state distrutte da un’arma a energia diretta collocata nello spazio, una sorta di gigantesco laser capace di polverizzare gli edifici.

La «prova» sarebbe l’enorme quantità di polvere prodotta durante il collasso.

Non esiste alcuna evidenza scientifica a sostegno di questa ricostruzione. La frammentazione di cemento, vetro, cartongesso e altri materiali durante il collasso di edifici di quelle dimensioni spiega l’immensa nube che avvolse Manhattan.

Eppure anche il laser spaziale continua a circolare.

È forse questo il dato più interessante a 25 anni dall’11 settembre: le teorie cambiano, si contraddicono e vengono smentite, ma raramente muoiono. Ogni anomalia diventa una prova, ogni informazione mancante un indizio e ogni errore delle istituzioni la possibile porta d’ingresso verso una nuova cospirazione.

L’11 settembre ha cambiato la geopolitica, le guerre, la sicurezza e il rapporto dell’Occidente con il terrorismo. Ha cambiato anche il complottismo contemporaneo, consegnandogli una storia capace di rigenerarsi per un quarto di secolo.