E’ morta Emma Bonino: si spegne a 78 anni l’icona dei diritti civili

Emma Bonino

Si è spenta oggi all’età di 78 anni Emma Bonino, storica esponente dei Radicali e di +Europa, al culmine di un lungo e sofferto percorso clinico. Nonostante la remissione completa del microcitoma polmonare sinistro annunciata nel 2023 dopo otto anni di cure e complessi cicli di chemioterapia, le pesanti conseguenze sulla funzione respiratoria non le hanno lasciato scampo.

Colpita da una progressiva insufficienza d’ossigeno che ha portato a vari ricoveri in terapia intensiva a partire dal 2024, la leader politica non ha mai rinunciato alla sua passione per le sigarette e al lavoro costante al computer. La sua è stata una vita vissuta senza compromessi, affrontando la malattia con lo stesso piglio anticonformista che ne ha contraddistinto l’intera carriera pubblica.

Dalle battaglie civili all’ingresso monello alla Camera

Arrivata a Roma da Bra (Piemonte) nei primi anni Settanta, Emma Bonino ha segnato la storia del Paese con battaglie epocali per il divorzio, l’aborto, la legalizzazione della cannabis, l’eutanasia e i diritti dei migranti. Il suo debutto a Montecitorio nel 1976, avvenuto tra gonnelloni a fiori, zoccoli e la sigaretta sempre tra le dita, le valse da parte del presidente Sandro Pertini il celebre appellativo di “monello della Camera”. L’impegno per l’interruzione volontaria di gravidanza la portò persino a consegnarsi alle forze dell’ordine per farsi arrestare, testimoniando un’attitudine al sacrificio personale poi condivisa nella simbiotica e complessa storia d’amore politico con il sodale Marco Pannella.

Una carriera globale tra diplomazia e profonda ironia

L’attività della leader radicale ha superato da subito i confini nazionali, portandola in missione umanitaria in Sierra Leone, Ruanda, Somalia e al Cairo per apprendere la lingua araba. Eletta Commissario europeo con delega alla Pesca a soli 46 anni, Emma Bonino ha saputo portare il suo sarcasmo dissacrante anche nelle istituzioni comunitarie, guidando in seguito i ministeri sotto i governi guidati da Enrico Letta, Romano Prodi e Silvio Berlusconi. La sua stella polare sono sempre stati i diritti umani, al di sopra delle casacche di partito, tanto da spingere un comitato trasversale di personalità del panorama culturale e sportivo a sostenerne la candidatura a prima donna Presidente della Repubblica nel 1999.

Gli affetti privati e l’incontro speciale con il Papa

Gelosissima della propria sfera personale, sinteticamente riassunta nella storica massima per cui “il personale è politico ma il privato non è pubblico”, Emma Bonino si è concessa rari momenti di confidenza emotiva, come il ricordo del suo primo amore Roberto Cicciomessere e il profondo legame vissuto attraverso l’affido temporaneo delle piccole Rugiada e Aurora.

Nei suoi ultimi anni di vita resta iconico l’incontro avvenuto sulla terrazza della sua abitazione a Campo de’ Fiori con Papa Francesco, un momento di grande affetto e ironia reciproca tra due personalità straordinarie, a testimonianza di una figura che ha saputo conquistare il rispetto e l’affetto di tutti.