Volkswagen riconverte una fabbrica alle produzioni militari: addio alle auto, a Osnabrück nasceranno i componenti dello scudo Iron Dome

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La crisi dell’automobile spinge Volkswagen verso una svolta senza precedenti. Il gruppo tedesco ha infatti raggiunto un accordo preliminare per trasformare lo storico stabilimento di Osnabrück, destinato alla chiusura, in un polo produttivo dedicato all’industria della difesa. Al posto di Porsche e T-Roc, dalle linee di produzione usciranno inizialmente componenti per Iron Dome, il sistema antimissile sviluppato dalla società israeliana Rafael. L’operazione arriva pochi giorni dopo l’approvazione del contestato piano industriale con cui Volkswagen ha annunciato 50 mila esuberi e la cessazione delle attività in quattro impianti tedeschi.

Volkswagen cede lo stabilimento a una nuova società

L’intesa prevede la nascita di una nuova società che rileverà l’impianto di Osnabrück. Il fondo israeliano Aurelius Capital controllerà la maggioranza della nuova realtà, mentre il Land della Bassa Sassonia, secondo azionista di Volkswagen dopo la famiglia Porsche-Piëch, manterrà una partecipazione di minoranza. Il progetto punta a salvare almeno 1.200 degli attuali 1.800 posti di lavoro, evitando la chiusura definitiva dello stabilimento, che vanta oltre un secolo di attività industriale.

Dalle automobili allo scudo Iron Dome

La nuova società avvierà la produzione dei componenti dell’Iron Dome, il sistema antimissile utilizzato da Israele per intercettare razzi e missili a corto raggio. Successivamente lo stabilimento potrebbe ampliare la produzione anche ad altri programmi della difesa, compresi veicoli militari e ulteriori sistemi destinati al mercato europeo. Per Rafael, l’azienda israeliana che sviluppa Iron Dome, l’accordo rappresenta anche un’opportunità per rafforzare la propria presenza industriale in Germania e nell’Unione europea.

Un modello per la riconversione dell’industria europea

L’operazione rappresenta il primo esempio concreto di riconversione di una grande fabbrica automobilistica europea verso la produzione militare. La crisi dell’automotive, aggravata dalla concorrenza cinese nel settore elettrico e dal calo della domanda, spinge infatti diversi governi a valutare nuove destinazioni industriali per gli impianti in difficoltà.

La Germania prevede di investire circa 700 miliardi di euro nei prossimi cinque anni nell’ambito del proprio piano di rafforzamento della difesa, inserito nel più ampio programma europeo di riarmo. In questo contesto, il caso Osnabrück potrebbe diventare il modello da replicare anche in altri stabilimenti destinati alla chiusura.

Anche in Italia governo e associazioni imprenditoriali hanno più volte indicato la riconversione verso i comparti della difesa e dell’aerospazio come una possibile risposta alla crisi dell’automotive. Finora, però, nessun progetto ha raggiunto un livello di sviluppo paragonabile a quello annunciato da Volkswagen.