Inconsueto fuoriprogramma a bordo del volo Olbia-Bologna in partenza sabato 29 agosto alle 22 e 15. Quando la procedura d’imbarco si stava ormai concludendo, il pilota della compagnia Ryanair ha preso la parola ai microfoni per fornire le consuete informazioni di rito, lasciando però di sasso i passeggieri con un’affermazione bizzarra.
L’annuncio surreale prima del decollo
Il comandante ha infatti giustificato i minuti di ritardo accumulati sostenendo che la causa fosse da addebitare direttamente a un provvedimento approvato dalla giunta comunale bolognese guidata dal sindaco Matteo Lepore. Tra i presenti a bordo è emerso un diffuso sconcerto, documentato dal racconto dell’imprenditore Francesco Ponzellini, in viaggio con la moglie, che ha espresso forte stupore per una simile dichiarazione resa in un contesto professionale.
Il nodo dei voli notturni e l’ordinanza Enac
Alla base delle parole del pilota c’è una controversia legata alle restrizioni operative dell’aeroporto Marconi. Il riferimento, sconsiderato nella forma ma chiaro nel merito, riguarda l’ordinanza emessa nel giugno del 2023 dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) in stretta collaborazione con Enav e le autorità cittadine. Il provvedimento stabilisce una precisa riduzione dei sorvoli notturni sulla città di Bologna tra le ore 23 e le ore 6 del mattino. L’obiettivo dell’intesa avviata dal Comune e dallo scalo emiliano è di bilanciare le esigenze di connettività aerea e di sviluppo economico con la tutela imprescindibile della salute e del benessere dei residenti penalizzati dal rumore dei velivoli in fase di decollo e atterraggio.
Il silenzio della compagnia e il clima di tensione
Nonostante la rilevanza dell’episodio e il comprensibile imbarazzo generato dalle parole del comandante, la compagnia aerea irlandese sollecitata sulla vicenda non ha fornito alcuna risposta ufficiale per spiegare l’accaduto.
Il caso mette in luce il clima di forte tensione che ancora circonda la gestione del traffico aereo notturno sullo scalo bolognese, dove i vincoli posti per abbattere l’impatto acustico si scontrano con le esigenze operative dei vettori low cost. Resta il fatto che far ricadere sui viaggiatori una polemica politica e amministrativa rappresenta una scelta bizzarra che continua a far discutere l’opinione pubblica,.







