Dalla biografia creata a tavolino alla sottovalutazione dell’attacco a Kiev: parla l’ex assistente del generale Vannacci

Roberto Vannacci

La costruzione del personaggio pubblico di Roberto Vannacci sarebbe partita con largo anticipo rispetto all’uscita del suo discusso libro Il mondo al contrario. Secondo quanto rivelato dall’analista Tiziano Ciocchetti, la creazione della voce biografica sul portale Wikipedia è stata commissionata direttamente dal diretto interessato sei mesi prima del successo editoriale.

L’operazione, concepita come una vera e propria strategia promozionale, prevedeva il lancio di immagini storiche e la cura del profilo dell’ex incursore. Il rapporto tra i due si è poi trasformato in un incarico da assistente a Bruxelles dopo l’elezione al Parlamento europeo, esperienza conclusasi a inizio anno a causa di divergenze caratteriali, diverbi sulla gestione della comunicazione e accuse all’eurodeputato di circondarsi esclusivamente di collaboratori accondiscendenti.

La grave sottovalutazione dell’invasione in Ucraina

Particolarmente emblematici appaiono i racconti legati al periodo trascorso da Roberto Vannacci a Mosca in qualità di addetto militare. dell’ambasciata italiana. Nel giorno immediatamente successivo all’inizio dell’offensiva russa contro Kiev, il generale rassicurava i propri interlocutori sostenendo che la situazione fosse assolutamente tranquilla.

Queste dichiarazioni coincidono con la testimonianza dell’ex diplomatico britannico John Foreman, che ha ricordato come l’ufficiale italiano negasse categoricamente la possibilità di un attacco imminente, nonostante le evidenze raccolte dai servizi segreti internazionali. Tale analisi errata avrebbe condizionato le valutazioni dell’ambasciata italiana, ritardando le operazioni di evacuazione del personale diplomatico dalla capitale ucraina.

Tecniche di comunicazione e propaganda politica

L’esperienza militare del generale si rifletterebbe oggi nel suo approccio alla dinamica politica nazionale. L’ex collaboratore evidenzia come il linguaggio e gli interventi pubblici dell’eurodeputato facciano ampio ricorso a logiche assimilabili alle operazioni di guerra psicologica, basate su messaggi diretti, provocazioni e schemi di disinformazione programmata. Un metodo di comunicazione fortemente orientato agli slogan che, unito all’inclinazione per la narrazione di una Russia forte, continua a far discutere sia all’interno delle istituzioni europee sia nei palazzi della politica italiana.