Il rapporto tra il generale Roberto Vannacci e la Russia affonda le sue radici nell’esperienza diplomatica iniziata a inizio 2021, quando l’ufficiale assume l’incarico di addetto militare presso l’ambasciata italiana a Mosca. In quel periodo cruciale per gli equilibri internazionali, le testimonianze dei colleghi stranieri raccolte dal quotidiano Financial Times descrivono una posizione di forte apertura verso il governo locale, considerato un interlocutore strategico piuttosto che un rivale.
Alla vigilia dell’attacco militare in Ucraina, il generale esprimeva profonda convinzione sulla rapidità delle operazioni russe, sostenendo che le truppe di Mosca avrebbero travolto la resistenza di Kiev in poche settimane. L’esperienza in territorio russo si conclude nel maggio 2022 con un’espulsione diplomatica disposta dal Cremlino come risposta alle decisioni del governo italiano, ma i contatti con quell’ambiente non si sono mai interrotti.
I volti di Futuro Nazionale e i legami con l’ideologia eurasiatica
La struttura organizzativa della formazione politica Futuro Nazionale evidenzia la presenza di diverse figure chiaramente orientate verso la politica estera di Mosca. Tra i sostenitori figurano analisti decorati direttamente da Vladimir Putin con l’Ordine dell’Amicizia come Eliseo Bertolasi, ex paracadutisti promotori di associazioni dedicate alla Russia Imperiale e storici militanti della destra radicale romana legati alla figura di Aleksandr Dugin.
I canali comunicativi del movimento hanno espresso manifesta simpatia per le posizioni del filosofo ultranazionalista russo, arrivando a dedicare un omaggio alla memoria della figlia Dar’ja Dugina. La rete di relazioni si estende fino alla Russia contemporanea attraverso contatti con consiglieri governativi e rappresentanti della Duma, mentre in Italia si registra l’adesione di esponenti politici veneti da sempre schierati su posizioni filorusse.
L’editoria locale e il ruolo dell’ex dipendente governativa
L’influenza del mondo russo tocca anche il settore dell’informazione attraverso una recente vicenda giudiziaria che coinvolge l’ambito editoriale lombardo. Iana Permiakova, ex dipendente del Dipartimento del Servizio Stampa del governo della Federazione Russa con un passato di cinque anni nelle strutture comunicative di Mosca, ha ricoperto ruoli di amministrazione in un importante gruppo di informazione locale italiano insieme al marito Luca Carleo, nominato per poche ore dirigente di Futuro Nazionale a Milano.
La donna, pur avendo rassegnato le dimissioni dai vertici editoriali per motivi personali, ha precisato sulle pagine del quotidiano La Repubblica di non avere più alcun legame formale con la Federazione Russa da dieci anni. Nonostante le smentite del generale, che respinge l’etichetta di strumento di propaganda russa e nega finanziamenti da Mosca, le relazioni conservate nell’area orientale continuano a suscitare forte preoccupazione tra gli alleati di governo e nei comandi alleati.







