Dopo qualche anno da solisti e a seguito della possibile reunion sul palco di Sanremo 2027, il cuore dei fan è in tumulto e la stampa ha ricominciato a parlare di loro. C’è chi li incorona come i salvatori del rock e chi, dall’alto di una carriera leggendaria, confessa candidamente di non sapere nemmeno chi siano. Il fenomeno Måneskin continua a dividere l’Olimpo della musica mondiale, scatenando un cortocircuito tra passato e presente che mette a confronto le opinioni delle più grandi icone viventi.
Mick Jagger: “Stupefacenti”
Mick Jagger, frontman dei Rolling Stones, che di palchi e folle oceaniche se ne intende, ha ammesso lo stupore davanti all’ascesa fulminea del quartetto romano. “Non so se il rock come forma di musica abbia un futuro, se durerà ancora a lungo o se vivrà in una forma fossilizzata. Certo, oggi mi stupisce che la più grande rockband nel mondo sia italiana“, ha dichiarato Jagger, ricordando lo show condiviso nel 2021.
Per il leader degli Stones, i Måneskin hanno infranto un tabù geografico: in un genere dominato da decenni da inglesi e americani, vedere dei ventenni romani prendersi il trono è un’anomalia storica. “L’Italia ha una tradizione musicale fantastica, ma non è certo conosciuta per le rock band. Abbiamo fatto uno show con loro, hanno avuto una risposta meravigliosa dal pubblico e sono andati benissimo. Sono la band dei ventenni di oggi e tutti ci aspetteremmo che in quel posto ci fosse un gruppo inglese o americano”, ha ribadito, sancendo di fatto un passaggio di testimone generazionale.
Il verdetto di Iggy Pop
Se Jagger osserva il fenomeno sociale, Iggy Pop entra nel cuore tecnico della band. L’Iguana del rock non si è limitato ai complimenti di rito, ma ha analizzato chirurgicamente il talento dei singoli membri. Le sue parole sono una pioggia di elogi: da Damiano David, definito un “cantante straordinario”, a Victoria De Angelis, descritta come una “vera bomba” capace di trasmettere il messaggio della band senza strafare.
Ma è sul chitarrista Thomas Raggi che Iggy Pop lancia la provocazione più pesante: “È fluido e potente, un gradino sopra Joe Perry (Aerosmith)”. Un’incoronazione totale che include anche Ethan Torchio, lodato per la sua capacità di mescolare ritmi rock a influenze dance e techno, intercettando il gusto dei giovanissimi. Secondo Iggy, il segreto della loro grinta è nelle radici. L’icona del rock dichiara di aver letto un’intervista in cui raccontavano di aver iniziato a suonare per strada a Roma: “Si vede che hanno quel background, che hanno condiviso un percorso in cui hanno assaporato un po’ di povertà e oscurità, e penso che questo dia loro una grinta davvero fantastica”.
Nick Mason: “Non so chi siano”
Tuttavia, non tutti i “vecchi saggi” del rock hanno ceduto al fascino dei “quattro ragazzi di Via del Corso”. In un’intervista dell’aprile 2025 rilasciata al Corriere della Sera, Nick Mason, leggendario batterista dei Pink Floyd, ha gelato l’entusiasmo generale con una confessione spiazzante: non ha mai sentito parlare dei Måneskin.
Mentre alcuni suoi colleghi si interrogano sul futuro del genere e si dividono in analisi tecniche, Mason resta ancorato alle sue radici: “Ascolto ancora i miei contemporanei: Hendrix, Clapton, Ginger Baker…”. Una chiusura netta che ricorda come, anche nell’era della globalizzazione digitale, esistano ancora torri d’avorio dove il fenomeno Måneskin non è ancora riuscito a penetrare.







