Attimi di forte tensione e commozione in diretta TV nello studio di “Verità Nascoste” di Milo Infante. A scatenare la reazione è l’annuncio diffuso da Milo Infante nella puntata dell’8 settembre su Retequattro: «Secondo fonti di Verità Nascoste il famoso esposto, quello presentato alla Procura generale in cui si ipotizzava un complotto contro la Procura di Pavia e un complotto con gli investigatori, è passato alla Procura ordinaria di Milano».
Si tratta di un passaggio importante. Come spiega lo stesso conduttore, il documento «è salito di un piano». Questo lascia intendere che le presunte macchinazioni ai danni dei magistrati pavesi non siano state ritenute tali da determinare un invio a Brescia per competenza. Il fascicolo è ora al vaglio del procuratore Marcello Viola.
La verità di Chiara Ingrosso sull’esposto Garlasco
Sulla natura dell’atto, presentato a fine aprile, fa chiarezza la stessa autrice, Chiara Ingrosso. La giornalista interviene per fermare le ricostruzioni circolate negli ultimi giorni. Ingrosso contesta con decisione il racconto emerso sui media. Parla apertamente di «un plotone di disinformazione senza alcun contraddittorio» e respinge la tesi secondo cui il documento sarebbe stato “derubricato”.
«Non ha mai ipotizzato reati a carico di qualcuno, men che meno a carico della Procura di Pavia», precisa la reporter. L’esposto si concentrava, invece, sulle «influenze esercitate» nei suoi confronti da Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene, e dall’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis.
Al centro della vicenda c’era un servizio sulle presunte “testimoni dell’ultima ora” contro Stefania Cappa. L’iniziativa puntava quindi a fare chiarezza sul modo in cui veniva adombrato un ruolo della Cappa e della sua famiglia, «nonostante la Procura di Pavia non abbia mai indagato nessuno di loro».
Le carte segrete de “Le Iene”
Secondo Ingrosso, nel fascicolo del dottor Napoleone sarebbero presenti numerosi documenti depositati dal programma Mediaset a partire dal 2022, quando le indagini erano ormai chiuse. Le carte conterrebbero sospetti nei confronti dei familiari di Stefania Cappa. Sospetti che la giornalista definisce «del tutto privi di ogni fondamento».
La documentazione solleverebbe, quindi, interrogativi sull’operato dell’inviato e sui suoi rapporti con alcuni protagonisti del caso Garlasco. Ingrosso spiega anche perché abbia scelto di rivolgersi alla Procura generale: «Sono stati rappresentati una serie di fatti, senza attribuire preventivamente responsabilità penali e senza individuare quale ufficio dovesse eventualmente procedere, rimettendo alla Procura generale una prima valutazione anche sotto il profilo della competenza».
Non c’era, dunque, l’aspettativa che fosse la Procura generale a occuparsi direttamente delle indagini. La richiesta era un’altra: «Le è stato semplicemente chiesto di valutare i fatti esposti e stabilire se vi fossero profili meritevoli di approfondimento e, in caso positivo, quale fosse l’autorità competente».
La trasmissione degli atti a Milano, secondo Ingrosso, dimostra quindi che la vicenda non è stata accantonata. La giornalista spiega: «Dato che, a quanto apprendiamo, la Procura generale quell’esposto non lo ha stracciato, come qualcuno auspicava e continua ancora oggi a diffondere, ma lo ha trasmesso alla Procura di Milano, il dato che emerge è piuttosto semplice: quei fatti sono stati ritenuti quantomeno meritevoli di un vaglio da parte dell’autorità giudiziaria competente».
Ingrosso precisa comunque che «questo non significa che siano già stati accertati reati o individuate responsabilità». Poi aggiunge: «Significa però che la realtà, almeno allo stato, è diversa da quella raccontata per settimane in televisione». La giornalista accusa inoltre la trasmissione Videonews di aver fornito un’interpretazione che «distorce lo stesso Diritto», senza un previo contraddittorio.
La commozione di De Rensis in diretta TV
La notizia del trasferimento del fascicolo ha colto di sorpresa l’avvocato di Alberto Stasi durante la diretta televisiva. «È una notizia che apprendo da lei», ha dichiarato Antonio De Rensis, respingendo ogni addebito: «Ovviamente io non ho compiuto alcun reato». L’avvocato ha poi ricordato le indicazioni date a suo tempo alla giornalista: «Io le ho detto: ‘Vai da dei testimoni, se hanno parlato con l’autorità giudiziaria vattene perché non possono rivelare alcunché, se non hanno parlato ascolta quello che devono dire’. Questo è stato il mio reato».
A quel punto la voce del legale si è incrinata per la commozione. «A fronte di questo ci sono stati tanti mesi in cui ho avuto tanto dispiacere». Milo Infante lo ha quindi incalzato sugli attacchi personali subiti. De Rensis ha confermato con un amaro «Sì». Poi ha aggiunto: «Questo periodo che ho passato mi ha anche fatto capire tante cose e verificare le persone, e questo lo considero un regalo, perché qualcuno che non ci doveva essere per fortuna non c’è, e quelli che ci dovevano essere per fortuna ci sono ancora più forti di prima».
L’avvocato ha poi ripercorso i momenti più difficili: «Non le nascondo che ho passato delle notti faticose». De Rensis ha sottolineato, però, che la vicenda ha rafforzato il suo legame professionale con la collega, l’avvocato Bocellari: «Questo mi ha fatto anche rinforzare tutti i miei intendimenti, il mio rapporto con la mia collega, l’avvocato Bocellari, che stimo tantissimo e con la quale abbiamo grande sintonia. Anche questa vicenda è servita. Dico sempre che quando c’è un evento doloroso devi prendere tutti gli aspetti positivi. Adesso vedremo quello che accadrà, ma io sono abbastanza consapevole di ciò che ho fatto, ho sempre rispettato la legge».
Gli altri indagati nel fascicolo di Milano
A completare il quadro arriva la replica di Chiara Ingrosso. La giornalista richiama l’attenzione anche su un altro fascicolo pendente a Milano. In questo procedimento, «risultano iscritti nel registro degli indagati Alessandro De Giuseppe, Antonio De Rensis e Francesco Marchetto».
Marchetto è l’ex maresciallo di Garlasco già condannato nel processo Stasi-bis per falsa testimonianza. Infine, Ingrosso ricorda che l’inviato de Le Iene avrebbe rimediato anche una condanna per diffamazione ai danni di Stefania Cappa presso il Tribunale di Milano. La vicenda dell’esposto Garlasco resta quindi al centro del confronto televisivo e giudiziario. Il passaggio del fascicolo alla Procura di Milano rappresenta ora un nuovo elemento della complessa vicenda, mentre resta da capire quali saranno i prossimi sviluppi.







