Caldo, il peggio passa ma gli esperti avvertono: «A luglio e agosto potrebbero arrivare nuove ondate africane»

Termometro

Dopo giorni di temperature estreme che hanno messo in ginocchio gran parte dell’Italia e dell’Europa, arriva una prima buona notizia. L’ondata di caldo provocata dall’anticiclone africano è destinata ad attenuarsi nel corso della settimana, con un progressivo calo delle temperature che interesserà prima il Nord e successivamente il Centro e il Sud.

La tregua, però, rischia di essere soltanto temporanea. Gli esperti invitano infatti alla prudenza, perché le condizioni atmosferiche potrebbero favorire nuove ondate di calore già nel corso di luglio e agosto. A delineare questo scenario è Dino Zardi, docente di Fisica dell’atmosfera e del clima all’Università di Trento, che in un’intervista al Corriere della Sera analizza le cause dell’attuale fase meteorologica e le prospettive per il resto dell’estate.

Quando finirà l’ondata di caldo?

Secondo Zardi, le previsioni attualmente più affidabili indicano un cambiamento tra mercoledì e venerdì. In quei giorni l’anticiclone africano, responsabile dell’afflusso di aria calda dal Mediterraneo meridionale verso l’Italia, inizierà a perdere forza. «Le previsioni al momento più attendibili indicano che l’anticiclone africano, che è quello che in questo momento sta portando aria calda dal Mediterraneo meridionale, cederà tra mercoledì e venerdì. Contestualmente invece si rafforzerà un altro anticiclone, quello delle Azzorre. Nel gap fra questi due sistemi si infilerà aria di origine nord-atlantica, più fredda», spiega il climatologo.

Il cambiamento dovrebbe tradursi in un sensibile abbassamento delle temperature. «Anziché avere delle medie attorno a 36-38 gradi centigradi scenderemo a 30-32», precisa Zardi. Il raffreddamento interesserà progressivamente tutta la penisola. Il calo partirà dalle regioni settentrionali e, nell’arco di pochi giorni, raggiungerà anche il Centro e il Mezzogiorno. L’arrivo dell’aria più fresca potrebbe però avere anche effetti collaterali. Lo scontro tra masse d’aria con caratteristiche molto diverse rischia infatti di favorire la formazione di fenomeni intensi. «L’arrivo di aria più fresca può determinare dei contrasti termici con masse d’aria più calde, dando luogo a fenomeni violenti, come temporali», avverte il docente.

Secondo le attuali proiezioni, questa fase dovrebbe proseguire almeno fino alla prossima domenica. Successivamente lo scenario resta più incerto, anche se la tendenza prevalente indica un possibile consolidamento dell’anticiclone delle Azzorre e quindi condizioni generalmente più miti rispetto ai giorni appena trascorsi.

Perché questa ondata di caldo è diversa dalle altre

La persistenza dell’anticiclone africano già all’inizio dell’estate rappresenta, secondo Zardi, un elemento insolito. «La persistenza dell’anticiclone africano così presto a inizio estate è per certi aspetti una sorpresa», osserva. Alla base del fenomeno, spiega il climatologo, concorrono almeno due fattori. Il primo riguarda la maggiore frequenza delle masse d’aria calda provenienti dall’Africa che raggiungono ormai con maggiore regolarità anche l’Europa centrale. Il secondo è il progressivo aumento delle temperature medie registrato negli ultimi decenni.

«Ci sono due fenomeni che si combinano: uno è la maggiore frequenza di eventi di aria calda africana che si sposta fino al centro Europa. L’altra è che nel complesso le temperature si sono alzate di uno o due gradi. Non è un cambio drastico, ma basta a fare la differenza». Le analisi di Copernicus confermano questa tendenza. Secondo il programma europeo di osservazione della Terra, l’Europa rappresenta oggi il continente che si riscalda più rapidamente, con un incremento medio delle temperature superiore rispetto alla media globale.

Le città trattengono il calore e il rischio resta alto per tutta l’estate

Uno degli effetti più evidenti delle ondate di caldo riguarda le temperature notturne, sempre più elevate soprattutto nei grandi centri urbani.
Anche questo fenomeno, secondo Zardi, trova una spiegazione precisa. «Le aree urbane sono diventate degli accumulatori di caldo. Le città sono fatte di materiali che durante il giorno assorbono calore e poi lo restituiscono con calma di notte». È il cosiddetto effetto “isola di calore urbana”, che rende le notti particolarmente difficili soprattutto nelle grandi città, impedendo agli edifici e alle superfici asfaltate di disperdere rapidamente l’energia accumulata durante il giorno.

La prospettiva per il resto dell’estate non induce all’ottimismo. Pur prevedendo una pausa dell’attuale ondata di calore, il climatologo ritiene probabile il ritorno dell’anticiclone africano nelle prossime settimane. «Temo che situazioni come quelle che abbiamo appena sperimentato potrebbero verificarsi ancora, sia nel mese di luglio che ad agosto».

Un cambiamento che, secondo Zardi, riflette una trasformazione ormai evidente del clima mediterraneo. «Se prima il caldo durava da giugno ad agosto, adesso si inizia a maggio e si finisce a ottobre». Parole che fotografano una stagione estiva sempre più lunga e caratterizzata da periodi di caldo intenso alternati a violenti temporali, uno scenario che, secondo gli studiosi del clima, rischia di diventare sempre più frequente negli anni a venire.