Caso Ranucci-Lavitola, è scontro politico: Salvini chiede il passo indietro da “Report” del giornalista, le opposizioni fanno muro

La svolta giudiziaria sull’attentato a Sigfrido Ranucci si trasforma in un violento scontro politico. L’arresto di Valter Lavitola, accusato dalla Procura di Roma di essere il mandante dell’ordigno esploso sotto casa del giornalista a Pomezia, ha mandato in frantumi la solidarietà bipartisan al conduttore di Report, riaprendo uno scontro frontale sul servizio pubblico.

L’affondo del vicepremier e l’allarme del conduttore

A guidare l’offensiva contro il volto dell’approfondimento della Rai è il vicepremier Matteo Salvini. Cogliendo lo spunto dai verbali dell’inchiesta, il leader della Lega ha chiesto apertamente un fermo della conduzione: «Fino a che non sarà fatta piena chiarezza sui rapporti con Lavitola, il denaro pubblico non deve finanziare chi è coinvolto in questa oscura vicenda». E alla domanda su un’eventuale prosecuzione di Report senza Ranucci, il ministro non ha arrettrato: «Credo che sia opportuna una pausa».

La replica del giornalista non si è fatta attendere. Via social, Ranucci ha tradotto senza mezzi termini la posizione del leader leghista: «Salvini chiede alla Rai la mia sospensione».

Le opposizioni all’attacco: «Ranucci è la vittima»

Attorno al conduttore si è subito formato l’argine delle forze d’opposizione. Il responsabile Informazione del Pd, Sandro Ruotolo, ha ricordato la posizione ufficiale della magistratura: «Ranucci è la vittima di un attentato, non un complice. L’ordinanza parla chiaro e smentisce qualsiasi accordo». L’ipotesi che la bomba servisse ad accrescerne la popolarità per una futura carriera politica – pista accarezzata nei messaggi da Lavitola – viene attribuita dai pm esclusivamente al progetto del faccendiere, senza che il giornalista ne fosse a conoscenza.

Sulla stessa linea i parlamentari del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai, che invitano il vicepremier a «studiare le carte prima di scagliare anatemi», mentre da Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli parla di «fango inaccettabile su una vittima».

L’interrogatorio a Rebibbia

Sul fronte delle indagini, la giornata di oggi segna un passaggio formale decisivo: Lavitola comparirà davanti al gip a Rebibbia per l’interrogatorio di garanzia, dove potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.

Nel frattempo, la Procura di Roma lavora alla richiesta di estradizione per Gomes Clesio Tavares: l’ordinanza di custodia cautelare è stata tradotta in francese per essere trasmessa alle autorità del Camerun, dove il presunto intermediario si sarebbe rifugiato continuando a mantenere i contatti con l’ex editore dell’Avanti!.