Damiano David e Dove Cameron, nozze da sogno (ma a 30 all’ora): dietro gli sposi scoppia l’inferno, «Andate a girare ’sto film altrove»

Damiano David e Dove Cameron arrivano in auto

C’erano praticamente tutti gli ingredienti per la scena perfetta: Damiano David e Dove Cameron, belli come due creature uscite da una pubblicità di profumi, la campagna toscana, Montalcino, il matrimonio da star e naturalmente una magnifica automobile d’epoca sulla quale raggiungere il luogo delle nozze. Una di quelle vetture che nelle fotografie fanno impazzire Instagram e che, viste da dietro quando si ha fretta, possono invece far impazzire l’automobilista medio.

Perché c’era un piccolo particolare che rischiava di sfuggire nel racconto della favola: la macchina degli sposi procedeva a una velocità di circa trenta chilometri orari. Un’andatura deliziosamente rétro, perfettamente coerente con l’automobile, che permetteva alla coppia di godersi il panorama e trasformava l’arrivo a Montalcino in una specie di lunga sequenza cinematografica. Peccato che dietro Damiano e Dove ci fossero anche persone normali, completamente estranee alla produzione, che avrebbero avuto la bizzarra pretesa di utilizzare la strada per andare da qualche parte.

Ed è così che il matrimonio internazionale dell’anno ha improvvisamente incontrato uno dei più antichi riti nazionali italiani: l’incazzatura dell’automobilista bloccato dietro quello che va piano.

Davanti il matrimonio da favola, dietro una coda da incubo

Mentre Damiano David e Dove Cameron avanzavano placidamente verso Montalcino, alle loro spalle il numero delle automobili aumentava. Sorpassare non era semplice e la splendida vettura d’epoca, evidentemente poco interessata ai ritmi della mobilità contemporanea, continuava imperterrita la propria marcia nuziale.

Davanti, dunque, il sogno: gli sposi, il paesaggio toscano, l’auto vintage, il matrimonio destinato a finire sulle copertine. Dietro, il mondo reale: freni, acceleratori, clacson e automobilisti che cominciavano a domandarsi quanto mancasse alla fine del corteo involontario.

Finché qualcuno ha deciso che la favola poteva anche andare a farsi benedire.

«Ma andate a girare ’sto film da un’altra parte!», è stata una delle imprecazioni partite dalle auto rimaste imbottigliate.

Una frase che vale da sola l’intera scena perché riporta brutalmente sulla terra un matrimonio che, fino a quel momento, sembrava sospeso diversi metri sopra il livello del mare. Per qualche automobilista, insomma, quello davanti non era Damiano David dei Måneskin con la sua splendida sposa americana, ma semplicemente un tizio che stava andando a trenta all’ora e non si riusciva a superare.

Quando Hollywood incontra la strada provinciale

Ed è probabilmente proprio questo contrasto a rendere irresistibile l’episodio. Damiano David ormai frequenta star internazionali, vive tra Italia e Stati Uniti, riempie concerti, posa per campagne mondiali e sposa Dove Cameron in uno dei borghi più affascinanti della Toscana. Tutto perfetto, tutto cinematografico e molto glamour.

Poi arriva quello dietro.

Quello dietro non sa nulla del glamour. Quello dietro guarda il tachimetro, vede 30 km/h, cerca disperatamente uno spiraglio per sorpassare e probabilmente pensa che avrebbe potuto trascorrere la mattinata in maniera migliore.

È il meraviglioso potere democratico del traffico italiano: azzera le differenze sociali. Puoi essere una rockstar internazionale oppure il signor Mario diretto al ferramenta, ma se vai piano davanti a una fila di macchine qualcuno, prima o poi, comincerà a insultarti.

E così l’ingresso trionfale degli sposi è diventato involontariamente una specie di remake toscano di Un matrimonio da favola, diretto però da Mario Monicelli e con il coro degli automobilisti a fare da colonna sonora.

«Andate a girare ’sto film da un’altra parte»: la frase perfetta

La cosa più bella è che l’autore dell’imprecazione probabilmente non avrebbe potuto scegliere parole migliori. Perché sembrava davvero un film: l’auto d’epoca che procede lentamente, gli sposi famosi, Montalcino sullo sfondo, la folla che aspetta l’arrivo e quella sensazione che tutto sia stato apparecchiato per produrre la fotografia perfetta.

Solo che nei film il regista grida «stop» e la strada riapre. Qui no.

Qui dietro c’erano automobilisti veri, che non avevano firmato alcuna liberatoria per partecipare alle nozze di Damiano e Dove e soprattutto non sembravano intenzionati a sacrificare il resto della giornata sull’altare del romanticismo.

Probabilmente gli sposi, protetti dalla loro automobile, si saranno goduti serenamente il viaggio senza neppure rendersi conto del crescente nervosismo alle loro spalle. Ma l’immagine rimane irresistibile: Damiano e Dove davanti, innamorati e bellissimi, e dietro un pezzo d’Italia che bestemmia cercando un rettilineo buono per superarli.

Damiano può conquistare il mondo, ma non chi ha fretta

Alla fine nessun incidente, nessun dramma e soltanto un piccolo episodio di colore destinato ad aggiungersi agli aneddoti del matrimonio. Ma forse è proprio quello che rende la scena così perfetta.

Perché Damiano David può conquistare l’America, diventare una star internazionale, sposare Dove Cameron e trasformare Montalcino per un giorno nel centro del gossip mondiale. Può arrivare alle nozze sopra un’automobile d’epoca come Marcello Mastroianni in una pellicola degli anni Sessanta e regalare ai fotografi immagini meravigliose.

Ma neppure lui può sconfiggere l’automobilista italiano costretto a fare trenta all’ora.

E alla fine, tra fotografi, fan, abiti da sogno e romanticismo internazionale, la battuta migliore del matrimonio non l’ha pronunciata nessuno degli invitati. È arrivata da qualche macchina in fondo alla fila:

«Ma andate a girare ’sto film da un’altra parte!»

Sipario. E, possibilmente, via libera.