Una scarpa numero 42 potrebbe diventare uno degli ultimi e più delicati tasselli della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Mentre il conto alla rovescia verso il 28 settembre, data di scadenza delle indagini su Andrea Sempio salvo eventuali proroghe, concentra l’attenzione sulla consulenza psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi, sul tavolo della Procura di Pavia c’è infatti un altro accertamento che potrebbe assumere un peso importante: quello relativo alle impronte lasciate da una scarpa con la suola a pallini sul pavimento della villetta di via Pascoli.
Il problema ruota attorno alle dimensioni. Sempio ha sempre sostenuto di calzare il numero 44, circostanza che secondo la sua difesa non permetterebbe di collegarlo alla calzatura individuata attraverso le tracce. La professoressa Cristina Cattaneo, però, ha misurato direttamente il piede dell’indagato e, secondo quanto emerso, avrebbe valutato la possibilità che possa risultare compatibile anche con una scarpa numero 42. Una conclusione contestata dalla difesa, che insiste invece sulla larghezza della pianta del piede e ritiene incompatibile una calzatura di quella misura.
Il nodo della scarpa a pallini trovata nelle tracce di sangue
Le impronte delle scarpe costituiscono da tempo uno degli elementi più discussi della scena del crimine di Garlasco. Nel corso dei nuovi accertamenti gli investigatori hanno cercato di ricostruire dimensioni e caratteristiche della calzatura che avrebbe lasciato alcune tracce dopo essere entrata in contatto con il sangue di Chiara Poggi.
È proprio qui che entra in gioco l’accertamento antropometrico su Andrea Sempio. L’indagato ha indicato come propria misura abituale il 44, mentre la ricostruzione delle impronte porterebbe verso una calzatura più piccola. Cristina Cattaneo ha però effettuato una misurazione diretta del piede e la sua valutazione ha aperto uno scenario differente, perché secondo la consulente potrebbe esistere una compatibilità con una scarpa numero 42.
La questione non può naturalmente ridursi alla semplice equivalenza tra lunghezza del piede e numero riportato sulla calzatura. La difesa ha infatti contestato questa conclusione facendo riferimento anche alla larghezza della pianta, che a suo giudizio renderebbe incompatibile il piede di Sempio con una scarpa 42. Proprio per chiarire questo contrasto, la Procura ha chiesto alla professoressa Cattaneo un ulteriore approfondimento, destinato a entrare nel complesso mosaico delle consulenze tecniche raccolte negli ultimi mesi.
Si attende Catanesi, ma Sempio ha rifiutato l’incontro
Contemporaneamente resta attesa la consulenza psichiatrica affidata a Roberto Catanesi, che avrebbe dovuto arrivare già nei giorni scorsi e che rappresenta l’ultimo degli accertamenti disposti dalla Procura in ordine cronologico.
I quesiti affidati allo psichiatra riguarderebbero la capacità di intendere e di volere di Sempio all’epoca del delitto, il 13 agosto 2007, l’eventuale presenza di disturbi capaci di incidere sul controllo degli impulsi e la possibile pericolosità sociale. Catanesi avrebbe voluto incontrare direttamente l’indagato per svolgere una valutazione personale, ma Sempio, su indicazione dei suoi legali, ha scelto di non sottoporsi al colloquio.
Lo psichiatra ha dovuto quindi lavorare su materiale già disponibile: scritti, interviste televisive, intercettazioni e soliloqui attribuiti all’indagato. Un metodo necessariamente diverso dall’esame clinico diretto e che dovrà essere valutato anche alla luce dei limiti derivanti dall’assenza del colloquio con Sempio.
Dai diari alle ricerche sul web, il materiale esaminato
Una precedente analisi del materiale aveva già preso in considerazione diversi elementi relativi alla personalità e agli interessi di Sempio. Tra questi figuravano alcuni suoi scritti, frasi come «ho commesso cose brutte», ricerche effettuate online e la sua attività nei forum dedicati alla seduzione, nei quali avrebbe pubblicato oltre 3.000 interventi.
Nella documentazione esaminata compaiono inoltre ricerche relative a temi che vanno dal satanismo alla violenza sulle donne, mentre alcuni contenuti pubblicati nei forum sono stati descritti nella precedente relazione come progressivamente più espliciti e volgari. Anche interviste e intercettazioni hanno attirato l’attenzione degli investigatori, che nella precedente analisi avevano utilizzato l’espressione «come se recitasse una sorta di copione».
Si tratta di materiale che Catanesi dovrà interpretare nell’ambito specifico della consulenza affidatagli dalla Procura e che, da solo, non permette naturalmente di stabilire alcuna responsabilità per l’omicidio di Chiara Poggi. Sempio resta indagato e ogni valutazione sulla sua posizione dovrà passare attraverso le decisioni dell’autorità giudiziaria e, qualora si arrivasse a un processo, attraverso il contraddittorio tra accusa e difesa.
Il 28 settembre incombe sulle nuove indagini di Garlasco
Il calendario rende però questi ultimi accertamenti particolarmente importanti. Il 28 settembre rappresenta infatti la scadenza indicata per le indagini e la Procura dovrà decidere quale strada percorrere, ferma restando la possibilità di chiedere ulteriore tempo qualora ritenga necessari altri approfondimenti.
In assenza di nuovi termini investigativi, le strade principali portano verso una richiesta di archiviazione oppure verso l’avvio del percorso necessario a portare Sempio davanti a un giudice. Ed è proprio per questo che gli ultimi risultati delle consulenze assumono un peso particolare: la Procura deve mettere insieme elementi genetici, impronte, valutazioni antropometriche e tutto il materiale raccolto nel corso della nuova inchiesta per stabilire se il quadro raggiunga una consistenza sufficiente per proseguire.
In questo scenario, la scarpa a pallini rischia di trasformarsi da dettaglio apparentemente secondario in uno dei punti più discussi dell’intero fascicolo. Da una parte c’è Sempio, che sostiene di portare il 44; dall’altra c’è la misurazione diretta effettuata da Cristina Cattaneo e la valutazione secondo la quale il suo piede potrebbe risultare compatibile con una calzatura numero 42. In mezzo rimangono le contestazioni della difesa e l’approfondimento chiesto dalla Procura.
A pochi giorni dalla scadenza delle indagini, dunque, il caso Garlasco resta sospeso tra vecchie tracce e nuove interpretazioni. E mentre tutti aspettano la consulenza psichiatrica di Catanesi, il vero colpo di scena potrebbe arrivare da qualcosa di molto più concreto: la misura di una scarpa che avrebbe camminato nel sangue di Chiara Poggi il 13 agosto 2007.







