Dietrofront di Infantino: il Mondiale non è più in vendita, abbandonato il progetto di vendere quote

Gianni Infantino con Donald Trump

Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha ufficialmente accantonato il discusso progetto che prevedeva la vendita o l’esternalizzazione di quote e diritti legati al Campionato del Mondo.

La notizia segna una vera e propria marcia indietro rispetto alle linee guida che avevano fatto discutere tifosi, club e federazioni nelle ultime settimane. L’idea di trasformare il torneo più prestigioso al mondo in un asset cedibile sul mercato privato aveva infatti sollevato un’ondata di polemiche e forti perplessità sul futuro dell’identità dello sport più amato del pianeta.

Le motivazioni del retrofront

Alla base della decisione di Infantino ci sarebbe stato un crescente malcontento interno ed esterno. Le resistenze scese in campo da parte delle confederazioni continentali (in primis la UEFA), unite alle proteste dei tifosi e alle perplessità dei grandi sponsor tradizionali, hanno reso la strada del progetto troppo in salita.

La governance della FIFA ha così preferito fare un passo indietro per evitare spaccature insanabili ai vertici del calcio globale, tutelando la centralità delle federazioni nazionali nella gestione dell’evento iridato.

Prospettive per il futuro

Con l’abbandono definitivo del piano di vendita, la FIFA tornerà a concentrarsi sui modelli tradizionali di gestione e valorizzazione commerciale dei Mondiali, puntando sulle consuete aste per i diritti TV e sulle partnership commerciali di lungo termine.

Un segnale chiaro con cui il massimo organismo calcistico ribadisce che, almeno per ora, il valore simbolico e tradizionale della Coppa del Mondo non può essere subordinato a mere operazioni finanziarie straordinarie.