Enrico Mentana mette La7 davanti al bivio: «O cambia e parla a tutti oppure posso fare altro». Il contratto scade il 31 dicembre

Enrico Mentana

Enrico Mentana ha un piede fuori da La7 e ormai non nasconde più il problema. Il contratto del direttore del TgLa7 scadrà il prossimo 31 dicembre, il rinnovo con Urbano Cairo non è ancora arrivato e da Cortina d’Ampezzo parte un nuovo affondo contro la linea editoriale della rete. Non un annuncio formale di divorzio, almeno per ora, ma qualcosa che gli somiglia parecchio: «Ci sono due possibilità. O su La7 si apre per fare qualcosa che possa essere visto da tutti, o penso che posso pure fare altro».

Parole pronunciate sul palco di Una Montagna di Libri e difficili da archiviare come una semplice critica estiva. Mentana lega apertamente la propria permanenza a La7 a un cambiamento nell’offerta della rete. Nel mirino finiscono soprattutto i talk e quella che il giornalista considera una presenza troppo sbilanciata di ospiti appartenenti alla stessa area politica.

«A me non fa piacere una situazione in cui parlano solo quelli di una parte e non ci sono quelli dell’altra», attacca. Poi ricorre all’ironia: «I nostri programmi ricordano un po’ quelle sceneggiate napoletane in cui si può dire: “Vieni avanti, Bocchino”».

Mentana contro La7: «Dev’essere vista da tutti»

Il punto sollevato dal direttore riguarda direttamente il pluralismo. Mentana non contesta soltanto singoli programmi o conduttori, ma il rischio che La7 finisca per identificarsi politicamente con una parte precisa del pubblico, perdendo la capacità di rivolgersi anche agli elettori che non si riconoscono nell’area progressista.

Non è la prima volta che lo dice. Al Festival della Tv di Dogliani, lo scorso primo giugno, aveva già utilizzato parole altrettanto nette, arrivando a definire La7 «la tele anti Meloni» e paragonandola alla vecchia Rai3. «Un elettore del centrodestra non può guardarla sentendosi a casa», aveva sostenuto.

A distanza di quasi tre mesi, Mentana non corregge quella posizione. Al contrario, la trasforma nella condizione politica ed editoriale sulla quale sembra intenzionato a giocare la partita del rinnovo.

Il contratto scade il 31 dicembre e Cairo non ha ancora rinnovato

Il calendario rende lo scontro ancora più interessante. Mentana dirige il TgLa7 dal 2 luglio 2010, quando arrivò nella rete di Urbano Cairo dopo le esperienze alla guida del Tg5 e del telegiornale Mediaset. Sedici anni dopo, la stagione 2026-2027 lo vede ancora regolarmente indicato alla conduzione del telegiornale, ma la certezza contrattuale si ferma al 31 dicembre.

E questa volta Cairo non sembra intenzionato ad affidarsi a strette di mano o intese informali. Durante la presentazione dei palinsesti estivi aveva chiarito che per proseguire serviva un nuovo accordo: «Il rinnovo sulla parola forse no, i contratti vanno fatti». La discussione, aveva spiegato l’editore, sarebbe arrivata più avanti, in prossimità della scadenza.

Quel momento si avvicina e Mentana sembra aver deciso di mettere sul tavolo le proprie condizioni prima ancora che inizi il confronto decisivo.

Da Mediaset alla nuova tv all news: cosa può fare Mentana dopo La7

Resta allora la domanda inevitabile: dove potrebbe andare Enrico Mentana se davvero lasciasse La7? Le ipotesi non mancano. Da mesi torna ciclicamente quella di un ritorno a Mediaset, dove il giornalista fondò il Tg5 nel 1992 e rimase direttore fino al 2004. Pier Silvio Berlusconi negli anni non ha mai nascosto la considerazione professionale nei suoi confronti.

Un’altra pista conduce verso il gruppo Gedi e l’area di Repubblica. Ma nelle indiscrezioni sul futuro del giornalista ha acquistato spazio anche un progetto ancora tutto da costruire: la nuova rete italiana all news alla quale sta lavorando l’imprenditore televisivo Theo Kyriakou, un progetto che punta a creare una sorta di CNN italiana e per il quale un giornalista con l’esperienza di Mentana rappresenterebbe inevitabilmente un nome di enorme peso.

Al momento, tuttavia, il progetto non ha ancora assunto una forma definitiva e nessuna destinazione può considerarsi acquisita.

C’è stato anche chi ha ipotizzato l’esistenza nel contratto La7 di una clausola di non concorrenza della durata di diciotto mesi, che potrebbe complicare un eventuale passaggio immediato a un concorrente. Mentana ha però smentito l’esistenza della clausola e ha ribadito che rispetterà il proprio impegno fino alla fine di dicembre. Soltanto allora, ha spiegato, deciderà cosa fare.

Per la prima volta, però, il conto alla rovescia sembra essere cominciato davvero. Dopo sedici anni di TgLa7, maratone elettorali e speciali diventati un marchio della rete, Mentana mette Cairo davanti a una scelta: cambiare rotta e allargare il pubblico oppure prepararsi all’eventualità di perderlo. Il 31 dicembre non è più così lontano.