Il tormentone sul futuro di Enrico Mentana potrebbe avere un finale clamoroso: il ritorno a Mediaset, ventidue anni dopo l’addio alla direzione del Tg5. Ma questa volta il giornalista non tornerebbe semplicemente davanti a una telecamera o alla guida di una testata. L’ipotesi che circola è decisamente più pesante: Pier Silvio Berlusconi starebbe pensando a Mentana come nuovo uomo forte dell’intera informazione del Biscione, con competenze che andrebbero dai telegiornali ai programmi di approfondimento.
Il contratto del direttore del TgLa7 con Urbano Cairo scadrà il prossimo 31 dicembre 2026 e Mentana negli ultimi mesi non ha nascosto una crescente insofferenza verso la linea editoriale della rete. A Cortina d’Ampezzo, durante Una Montagna di Libri, ha nuovamente messo sul tavolo il problema: «O su La7 si apre per fare qualcosa che possa essere visto da tutti, o penso che posso pure fare altro».
Quel “fare altro” oggi pesa molto più di qualche mese fa.
Pier Silvio Berlusconi e il corteggiamento a Mentana
Il rapporto tra Mentana e Mediaset non è mai stato completamente reciso. Fu Silvio Berlusconi a chiamarlo per costruire il Tg5, che il giornalista guidò dal gennaio 1992 al novembre 2004 trasformandolo nel primo vero concorrente privato del Tg1.
Pier Silvio Berlusconi non ha mai nascosto la stima nei suoi confronti. Presentando i palinsesti 2026-2027 aveva usato parole difficilmente equivocabili: «Mentana ha la mia stima professionale e il mio affetto per pezzi di una vita insieme e la mia gratitudine per il Tg5 che è un pezzo portante di Mediaset. Ha sempre le porte aperte, se c’è un progetto che coincide con quello che possiamo fare e che lui vuole fare».
Ora quel progetto potrebbe esserci.
Nelle scorse settimane Mentana sarebbe stato contattato da Nicolò Querci, uomo di fiducia di Pier Silvio Berlusconi. Sul tavolo ci sarebbero incarichi di primissimo piano nella comunicazione di MediaForEurope e soprattutto nella gestione dell’informazione Mediaset. Tradotto: non un semplice ritorno televisivo, ma una posizione dalla quale incidere sulla linea editoriale di telegiornali, approfondimenti e talk show.
Il nodo Mauro Crippa e la rivoluzione dell’informazione Mediaset
È qui che la faccenda diventa molto più interessante. Perché un eventuale sbarco di Mentana ai vertici inevitabilmente aprirebbe il problema del futuro di Mauro Crippa, da quasi trent’anni figura centrale nell’informazione Mediaset e uomo storicamente vicinissimo a Fedele Confalonieri.
Crippa è stato uno degli artefici della trasformazione di Rete 4 nella rete dell’approfondimento politico del gruppo, costruita negli anni attorno a programmi e conduttori come Paolo Del Debbio, Nicola Porro, Mario Giordano e Alessandro Sallusti.
Ma l’aria a Cologno Monzese è cambiata. L’arrivo di Bianca Berlinguer, quello di Tommaso Labate e, più recentemente, il rafforzamento di Milo Infante, nominato anche condirettore di Videonews, raccontano la volontà di Pier Silvio Berlusconi di allargare sensibilità, linguaggi e pubblico dell’informazione Mediaset.
A marzo è arrivato inoltre un passaggio simbolicamente importante: Fedele Confalonieri ha lasciato la presidenza operativa del gruppo a Pier Silvio Berlusconi, pur rimanendo nel consiglio di amministrazione. Un cambio generazionale che inevitabilmente modifica anche gli equilibri costruiti durante l’era di Silvio Berlusconi.
In questo scenario Mentana rappresenterebbe molto più di un nuovo acquisto.
Mentana attacca La7: «Un elettore di centrodestra può sentirsi a casa? No»
Parallelamente cresce la distanza tra Mentana e La7. Il direttore del Tg aveva già espresso con chiarezza il proprio disagio il 31 maggio al Festival della Tv di Dogliani: «Tutti i programmi serali di La7 hanno la stessa impostazione, hanno la stessa scelta degli ospiti, hanno lo stesso orientamento. Un elettore del centrodestra può guardare un programma de La7 sentendosi a casa? No».
Una critica pesante, soprattutto perché pronunciata dall’uomo che dal 2010 rappresenta uno dei volti più riconoscibili della rete di Urbano Cairo.
Mentana sembra chiedere una televisione capace di parlare a pubblici politicamente differenti e non ha escluso di cercarla altrove qualora La7 non cambiasse rotta. Nel frattempo sullo sfondo resta anche il progetto della nuova televisione italiana legata al gruppo del magnate greco Theodore Kyriakou, altra destinazione indicata negli ultimi mesi come possibile approdo del giornalista.
Ma il richiamo di Mediaset avrebbe tutt’altro peso.
Il ritorno al Tg5 dopo 22 anni, ma questa volta da numero uno
C’è infine una componente quasi cinematografica nella vicenda. Mentana tornerebbe nell’azienda nella quale ha costruito una parte fondamentale della propria carriera, ma dalla porta principale e con un ruolo potenzialmente molto più potente di quello ricoperto in passato.
Resta naturalmente da capire se l’operazione arriverà davvero al traguardo e soprattutto quali sarebbero le deleghe effettivamente affidate al giornalista. Mentana difficilmente lascerebbe La7 per un incarico puramente rappresentativo. Per convincerlo servirebbero autonomia editoriale e potere reale.
Ed è proprio questo il punto che potrebbe rendere esplosiva la trattativa. Perché affidare a Mentana l’intera informazione Mediaset significherebbe inevitabilmente ridisegnare gerarchie consolidate da decenni.
Il calendario, intanto, corre: il 31 dicembre scade il contratto con La7. E dopo sedici anni trascorsi alla corte di Urbano Cairo, il 2027 potrebbe cominciare per Enrico Mentana esattamente dove iniziò la sua grande avventura nella televisione privata italiana: a Mediaset.







