Il peggio deve ancora arrivare. La terza ondata di calore dell’estate 2026 accompagnerà l’Italia almeno fino al 20 luglio e potrebbe lasciare temperature superiori alla media anche nei giorni successivi. L’anticiclone africano ha ormai conquistato il Mediterraneo centrale e spinge aria rovente e umida verso tutte le regioni, con un picco atteso tra martedì 14 e giovedì 16 luglio.
La durata dell’ondata preoccupa più dei singoli record. Dieci giorni consecutivi di caldo intenso trasformano case, strade e palazzi in enormi accumulatori termici, aumentano i consumi elettrici e mettono sotto pressione anziani, bambini, lavoratori all’aperto e persone con patologie croniche.
Fino a 42 gradi e afa soffocante
La Sardegna interna potrà raggiungere i 41-42 gradi, soprattutto nell’Oristanese. Puglia, Toscana e Pianura Padana toccheranno diffusamente i 38-40 gradi, mentre Roma salirà fino a 37-38 gradi. Milano e Bologna potranno raggiungere i 38 gradi, con un’umidità capace di aumentare sensibilmente la temperatura percepita.
Le città più esposte saranno Milano, Bologna, Ferrara, Modena, Padova, Verona, Roma, Firenze, Perugia e le aree interne di Sardegna, Puglia, Basilicata e Sicilia. Qui il caldo si sommerà all’assenza di vento, all’umidità e all’effetto “isola di calore” creato da asfalto, cemento e traffico.
Le super notti tropicali aumentano i rischi
Il pericolo maggiore arriverà dopo il tramonto. Milano potrà registrare minime intorno ai 24-25 gradi per diverse notti, mentre molte città della Pianura Padana resteranno sopra i 25 gradi. Roma scenderà con difficoltà sotto i 22-24 gradi.
Quando la temperatura notturna supera i 25 gradi, il corpo non riesce a recuperare dallo stress accumulato durante il giorno. Gli edifici continuano a restituire il calore assorbito, le camere da letto non si raffreddano e aumentano insonnia, disidratazione, affaticamento e problemi cardiovascolari.
Il Ministero della Salute aggiorna ogni giorno i bollettini per 27 città e indica quattro livelli di rischio. Le autorità consigliano di evitare le ore centrali, bere spesso e controllare le persone fragili.
Dopo il 20 luglio nessuna vera svolta
I modelli intravedono un possibile cedimento dell’anticiclone dopo il 20 luglio, soprattutto al Nord, ma non annunciano una vera rottura dell’estate africana. Qualche temporale potrà abbassare le temperature per poche ore, senza riportare stabilmente il clima sui valori normali.
Anche l’Aeronautica militare prevede temperature ancora superiori alla media tra il 20 e il 26 luglio. Il caldo, dunque, potrà rallentare, ma non lascerà davvero l’Italia.
L’estate 2026 conferma così una tendenza sempre più evidente: non più fiammate isolate alternate a lunghe pause fresche, ma ondate di calore ravvicinate, notti tropicali e brevi interruzioni. Il problema non riguarda soltanto i picchi oltre i 40 gradi. Riguarda soprattutto la loro durata e l’impossibilità, per milioni di persone, di trovare sollievo anche durante la notte.







