Gioco d’azzardo e scommesse: quasi 17 milioni di italiani tentano la fortuna

Il quadro delineato dal report Istat “Giochi e Videogiochi” mostra come il 31,9% degli italiani dai 14 anni in su, pari a 16 milioni e 609mila persone, abbia partecipato ad almeno un gioco con vincite in denaro nell’ultimo anno. Il fenomeno vede una prevalenza maschile (37,8% contro il 26,4% delle donne) e registra la massima concentrazione nella fascia d’età tra i 35 e i 54 anni (36,7%), per poi scendere al 22,2% tra gli ultra-75enni.

Sotto il profilo della frequenza, il 4,9% della popolazione scommette su base settimanale e il 6,9% con cadenza mensile, con gli uomini che evidenziano una maggiore tendenza anche alla pluri-partecipazione: il 7,5% dei maschi pratica quattro o più tipologie di gioco a fronte del 2,6% della componente femminile. Sul piano socioculturale e geografico, la propensione alle scommesse risulta più elevata tra chi possiede un titolo di studio medio-basso (37,2% per i diplomati e 31,4% per chi ha la licenza media, contro il 28,6% dei laureati) e registra le percentuali più alte nelle regioni del Centro (33,6%) e del Mezzogiorno (33,1%), dove si rileva anche una maggiore varietà di giochi praticati.

Gratta e Vinci in cima alle preferenze

Tra i prodotti più diffusi svettano i Gratta e Vinci, scelti dal 25,1% della popolazione, seguiti dal Lotto e lotterie tradizionali (16,5%) e dal Superenalotto (13,8%). Le forme di gioco a più alta componente di rischio o legate agli eventi sportivi evidenziano uno scarto di genere netto: le scommesse sportive coinvolgono l’8,2% degli uomini rispetto ad appena l’1,5% delle donne, mentre slot machine e videolottery interessano il 3,8% dei maschi contro l’1,5% della popolazione femminile. Guardando alla sola frequenza settimanale, le preferenze si concentrano su Lotto e lotterie (2,5%), Superenalotto (2,3%) e Gratta e Vinci (1,7%).

I dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli confermano la rilevanza economica del comparto: nel 2024 la raccolta complessiva del gioco pubblico ha toccato i 157,45 miliardi di euro. A fronte di 135,87 miliardi restituiti ai giocatori sotto forma di vincite, la spesa effettiva della filiera si è attestata a 21,577 miliardi di euro.