Monti demolisce Vannacci a Cernobbio: «Retorica fascista, combatterò il suo progetto. Così l’Italia finirebbe fuori dall’Ue»

È scontro frontale tra Mario Monti e Roberto Vannacci al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Il senatore a vita ed ex presidente del Consiglio prende la parola dopo l’intervento del fondatore di Futuro nazionale e pronuncia un attacco durissimo: secondo Monti, nel progetto politico di Vannacci si possono già riconoscere «la narrativa, la retorica, lo spirito del fascismo».

Parole pesanti, accompagnate da un impegno personale altrettanto netto: «Ormai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo».

Il confronto resta a distanza perché il format del Forum non consente a Vannacci una replica immediata. Ma sul palco di Cernobbio finiscono per confrontarsi due idee quasi opposte dell’Europa e del ruolo dell’Italia: da una parte l’europeismo di Monti, dall’altra il sovranismo del generale, che poco prima aveva attaccato l’Unione «delle regole e dell’ideologia».

Monti a Vannacci: «La retorica e lo spirito del fascismo»

Monti parte proprio dal programma e dagli interventi pubblici del leader di Futuro nazionale. Non parla di una possibile ricostituzione formale del Partito nazionale fascista, ma individua un altro rischio.

«Ascoltando i suoi interventi, leggendo il programma, un aspetto del fascismo è già in atto», afferma l’ex premier. «Non è probabilmente la ricostituzione del Partito nazionale fascista, ma trovo in lei la ricostituzione della narrativa, della retorica, dello spirito del fascismo».

Monti cita quindi François Mitterrand e la sua celebre affermazione secondo cui «il nazionalismo è la guerra», prima di promettere che combatterà politicamente il progetto di Vannacci «fino all’ultima mia energia».

L’affondo si sposta poi sul terreno europeo e geopolitico. Monti parte da un riferimento caro allo stesso Vannacci, quello alla cultura romana, e recupera il «divide et impera».

L’affondo su Trump, Putin e i sovranisti europei

Secondo Monti, Donald Trump e Vladimir Putin starebbero cercando di dividere l’Europa dall’esterno, mentre i movimenti sovranisti contribuirebbero allo stesso processo dall’interno.

Da qui la domanda rivolta direttamente al generale: «È consapevole che anche una primordiale applicazione del suo programma porterebbe l’Italia fuori dall’Unione Europea e dall’euro?».

È probabilmente il passaggio politicamente più concreto dell’intervento dell’ex premier. Monti non contesta soltanto il linguaggio utilizzato dal leader di Futuro nazionale, ma mette in discussione le conseguenze che, a suo giudizio, avrebbe l’applicazione del programma del nuovo partito.

Vannacci, poco prima, aveva del resto riservato a Bruxelles una parte importante del proprio intervento, tornando indietro fino ai Trattati di Maastricht e chiedendo alla platea: «Oggi, se dovessimo prendere un foglio bianco, li riscriveremmo nella stessa maniera?».

Vannacci contro l’Europa «delle regole e dell’ideologia»

Il leader di Futuro nazionale descrive un’Europa in rapido cambiamento e vede avanzare le forze euroscettiche. Cita Nigel Farage, Marine Le Pen e i governi di Ungheria, Slovacchia e Bulgaria, ai quali attribuisce un atteggiamento «dannunziano del me ne frego» nei confronti di Bruxelles.

«Noi stiamo lavorando per costruire un’architettura che torni a costruire una piattaforma di collaborazione e non una cattedra impositiva», sostiene Vannacci.

Nel mirino finisce quella che il generale definisce l’Europa «delle regole e dell’ideologia», mentre la sua analisi si allarga alla crisi dei principali leader continentali. Secondo Vannacci, molti degli attuali equilibri politici europei potrebbero cambiare rapidamente.

Il generale rilancia anche uno dei punti più discussi del programma di Futuro nazionale: la natalità. «Se vogliamo un futuro migliore per le prossime generazioni dobbiamo anche pensare di generarle, le prossime generazioni, altrimenti il futuro migliore se lo godrà qualcun altro».

Da qui il gioco di parole sul piano europeo di riarmo: invece di «Rearm Europe», secondo Vannacci, servirebbe un «Reborn Europe» come strategia emergenziale per affrontare la crisi demografica.

Il gelo di Cernobbio e il duello senza replica

Le parole del generale non scaldano la platea del Forum Ambrosetti, tradizionalmente espressione del mondo imprenditoriale, finanziario e istituzionale italiano. Poi arriva Monti e il confronto politico cambia tono.

Il senatore a vita non si limita a contestare le ricette economiche o europee di Futuro nazionale: porta lo scontro direttamente sul terreno dell’identità politica del movimento e pronuncia la parola più pesante, fascismo.

Vannacci non può rispondere dal palco per le regole previste dal Forum. Resta così sospeso il primo vero duello pubblico tra il generale che punta a trasformare Futuro nazionale in una forza capace di contendere voti al centrodestra e uno dei simboli dell’europeismo italiano.

A Cernobbio, almeno per questa volta, l’ultima parola resta a Mario Monti: «Combatterò fino all’ultima mia energia».