Si allarga il fronte contrario al resort extralusso previsto in contrada Mogale, a Ostuni. Il progetto, promosso dalla società Merletto di Roma e legato agli investimenti di Bill Gates attraverso la Four Seasons e alla holding immobiliare israeliana Omnam, è già finito davanti al Tar per iniziativa delle associazioni ambientaliste e degli speleologi di Geos Ostuni.
Il progetto contestato prevede un complesso alberghiero a cinque stelle su quasi nove ettari, con hotel, residence, piscine, bar sulla spiaggia e servizi di lusso per una volumetria di 127 mila metri cubi. Un investimento da circa 100 milioni di euro che comporterebbe la costruzione di 49 fabbricati in un territorio che, negli ultimi anni, ha già visto crescere la pressione turistica e le tensioni tra sviluppo e tutela del paesaggio.
Ora anche la Regione Puglia si prepara a depositare un intervento, dopo aver avviato un’istruttoria che mette in discussione la legittimità dell’autorizzazione concessa tramite la Zes.
“Una utilizzazione erronea della normativa”
Secondo la ricostruzione regionale, la Zona economica speciale non poteva essere utilizzata per un intervento che non rispetta i criteri fissati dalla legge 124 del 2023, la norma che disciplina le politiche di coesione e gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno.
L’istruttoria parla esplicitamente di una «utilizzazione erronea della normativa», sottolineando come l’autorizzazione unica Zes debba riguardare un progetto organico di investimento produttivo, eventualmente accompagnato da una variante urbanistica. Qui, invece, sarebbe accaduto il contrario: una variante urbanistica presentata come porta d’ingresso per un futuro sfruttamento produttivo.
Già nei mesi scorsi le associazioni avevano contestato l’iter, denunciando l’assenza di un vero piano industriale e la scelta di ricorrere alla Zes per un intervento che, più che rilanciare l’economia locale, rischia di alterare un’area di pregio paesaggistico e archeologico.
Un progetto privo di business plan
La Regione, ora, conferma che allo sportello digitalizzato della Zes è arrivato un progetto privo di business plan, senza indicazioni sulle risorse finanziarie, sulle ricadute economiche, sulla redditività o sull’impatto occupazionale. Un vuoto documentale che, secondo l’istruttoria, potrebbe configurare anche un esautoramento delle prerogative comunali in materia di governo del territorio.
La vicenda ha assunto una dimensione politica nazionale. L’onorevole Angelo Bonelli, di Europa Verde, ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo la revoca dell’autorizzazione unica rilasciata nell’ottobre 2025, denunciando l’uso della Zes come “scorciatoia” per aggirare vincoli ambientali in un’area che ricade in zona di protezione faunistica.
Regione Puglia a fianco degli ambientalisti
La battaglia, iniziata con le prime mobilitazioni cittadine e le manifestazioni pubbliche, ora entra nella fase giudiziaria con un fronte sempre più ampio. La Regione, schierandosi al fianco degli ambientalisti, aggiunge un elemento decisivo a una vicenda che promette di restare al centro del dibattito pugliese.







