Il corpo di Diego Armando Maradona lanciava segnali d’allarme continui, evidenti e incontrovertibili. Eppure, in quei drammatici giorni di novembre del 2020 all’interno della residenza di Tigre, nessuno dei sanitari incaricati di assisterlo fece nulla per salvarlo.
A ricostruire il quadro clinico del “Pibe de Oro” dinanzi al tribunale di San Isidro, dove si sta celebrando il processo per omicidio contro sette membri dello staff medico, è stato il medico legale Carlos Cassinelli. Il perito, membro della commissione medica incaricata di analizzare la documentazione sulla salute del campione, ha fornito una testimonianza sconcertante sulla condotta dei sanitari.
I sintomi trascurati
«C’erano segnali d’allarme chiarissimi: edema agli arti inferiori, gonfiore alle dita, mancanza di respiro, ipertensione e un battito cardiaco accelerato in modo anormale», ha evidenziato Cassinelli in aula. «Nessuno è andato a verificare a cosa fosse dovuto quel gonfiore, nonostante rappresentasse un pericolo mortale imminente».
Secondo lo specialista, la decisione di optare per la convalescenza domiciliare dopo l’operazione al cervello è stata la prima vera scelta fatale: un’inadeguatezza organizzativa e assistenziale che ha portato a un progressivo deterioramento fisico del campione. «Non c’è stato alcun cambio nell’approccio terapeutico da parte dei medici», ha sottolineato il perito.
Un’agonia durata dodici ore
Ciò che rende la vicenda ancora più tragica sono i dettagli relativi alle ultime ore di vita dell’ex capitano del Napoli. Stando alla deposizione di Cassinelli, Maradona avrebbe sofferto un’agonia prolungata, durata circa 12 ore, senza ricevere il minimo supporto idoneo prima che sopraggiungesse il decesso.
Mentre il dibattimento prosegue a San Isidro e si avvia verso le battute conclusive con le arringhe finali e le richieste di pena – con gli imputati che continuano a respingere ogni accusa di negligenza -, la deposizione dei periti conferma la tesi della Procura: la morte di Diego non fu un evento improvviso e inevitabile, ma il risultato di gravi e prolungate omissioni.







