Mentana lascia il TgLa7, scatta la guerra per la successione: Di Bella favorito, Floris a sorpresa e tre nomi interni pronti alla sfida

Enrico Mentana

Chi prenderà il posto di Enrico Mentana alla guida del TgLa7? L’annuncio dell’addio del giornalista, che lascerà la conduzione e la direzione del telegiornale dopo il 23 dicembre, ha aperto una partita destinata a cambiare gli equilibri dell’informazione televisiva italiana. Antonio Di Bella parte favorito, ma nelle ultime ore è spuntato un nome capace di sparigliare le carte: Giovanni Floris. E mentre Urbano Cairo valuta le possibili soluzioni, anche all’interno della redazione c’è chi potrebbe aspirare alla poltrona occupata da Mentana per oltre sedici anni.

La successione arriva in un momento particolarmente delicato. Il 2027 potrebbe essere segnato dalle elezioni politiche anticipate e La7 dovrà affidare il suo principale appuntamento informativo a una figura capace di gestire la copertura della campagna elettorale, mantenendo l’identità costruita negli anni dal direttore uscente.

Antonio Di Bella favorito, ma Giovanni Floris può cambiare tutto

Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Antonio Di Bella, giornalista di lunga esperienza ed ex direttore di Rai 3 e del Tg3. Il suo profilo risponderebbe all’esigenza di garantire una transizione ordinata, affidando il telegiornale a un professionista abituato alla gestione delle redazioni e ai grandi appuntamenti politici.

La vera sorpresa, però, potrebbe essere Giovanni Floris. Il conduttore di DiMartedì, arrivato a La7 nel 2014 dopo una lunga esperienza in Rai, rappresenta uno dei volti più riconoscibili della rete e uno dei suoi principali punti di forza sul piano degli ascolti.

Una sua eventuale nomina avrebbe un significato diverso rispetto alla scelta di Di Bella. Cairo affiderebbe la direzione del telegiornale a un giornalista già profondamente legato all’identità della rete, capace di unire informazione politica, interviste e dibattito pubblico.

Resta però da capire se Floris sarebbe disposto a lasciare, o comunque a ridimensionare, il suo impegno con DiMartedì, programma che rappresenta un appuntamento centrale nel palinsesto di La7. Al momento, entrambe le candidature rimangono indiscrezioni e non risultano decisioni ufficiali.

Sardoni, Celata e Tortora: la partita dentro la redazione

La successione potrebbe risolversi anche senza ricorrere a un direttore esterno. Tra i nomi più accreditati figurano Alessandra Sardoni e Paolo Celata, due giornalisti che conoscono profondamente la struttura e il funzionamento del TgLa7.

La loro eventuale promozione rappresenterebbe una scelta di continuità, valorizzando figure cresciute professionalmente all’interno della testata e già familiari al pubblico.

Più complessa appare la posizione di Gaia Tortora, attuale vicedirettrice. Il ruolo che ricopre la renderebbe una candidata naturale, ma le indiscrezioni suggeriscono che il suo profilo potrebbe non corrispondere pienamente all’orientamento che l’editore intende imprimere alla nuova fase.

Sul fondo rimane infatti la questione degli equilibri politici ed editoriali della rete. Lo stesso Mentana aveva espresso in passato perplessità sul clima interno e su quello che considerava uno spostamento eccessivo verso sinistra dell’informazione. Una valutazione che potrebbe pesare nella scelta del successore, anche se non ci sono indicazioni ufficiali sulle intenzioni di Cairo.

E Mentana dove andrà? Il futuro del direttore resta un’incognita

La corsa alla successione si intreccia inevitabilmente con il futuro dello stesso Enrico Mentana. Il giornalista ha annunciato ad Alessandria, durante la consegna di un premio, che dal 24 dicembre non sarà più alla conduzione e alla direzione del TgLa7, senza però chiarire quale sarà la sua prossima destinazione professionale.

Tra le ipotesi circolate figurano un ritorno in Rai, un possibile riavvicinamento a Mediaset, la guida di un progetto all news oppure una permanenza a La7 con un incarico differente. Nessuno di questi scenari ha ricevuto una conferma definitiva.

Per Urbano Cairo si apre dunque una doppia partita: individuare il nuovo direttore e decidere se mantenere Mentana all’interno della rete, magari affidandogli un ruolo diverso da quello ricoperto finora.

La scelta non riguarderà soltanto un nome da inserire nell’organigramma. Dopo sedici anni di Mentana, il nuovo direttore dovrà raccogliere l’eredità di un telegiornale che ha fatto della cronaca politica in diretta uno dei suoi tratti distintivi. E tra Di Bella, Floris e le candidature interne, sarà proprio l’identità futura del TgLa7 a determinare la decisione finale.