La crisi di Rai Sport non si chiude con un passo indietro. Anzi, comincia proprio adesso. Le dimissioni di Paolo Petrecca, maturate dopo le durissime polemiche seguite alla telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano-Cortina, hanno aperto un vuoto destinato a pesare ben oltre il settore sportivo. La decisione di rimettere il mandato nelle mani dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi arriva infatti al termine di settimane segnate da proteste sindacali, ritiro delle firme, richieste di chiarimento e una frattura ormai evidente tra il direttore e la redazione. Ma il vero tema, nei corridoi di viale Mazzini, è un altro: chi prenderà il suo posto e quali effetti avrà questa vicenda sul prossimo risiko delle nomine.
Le dimissioni che cambiano gli equilibri
La Rai ha comunicato che Petrecca lascerà la guida di Rai Sport al termine dei Giochi olimpici e che la direzione sarà affidata ad interim al vicedirettore Marco Lollobrigida. Una soluzione ponte, destinata però a riaprire il confronto sulla guida definitiva della testata sportiva. Il passo indietro arriva dopo una gestione caratterizzata da rapporti difficili con la redazione, che in più occasioni aveva espresso la propria sfiducia nei confronti del direttore. La contestata telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi ha poi accelerato una crisi già in corso, trasformando un malcontento interno in un caso nazionale.
La guerra delle poltrone è solo all’inizio
L’uscita di Petrecca apre ora una fase delicata. Ogni cambio alla guida di una direzione Rai produce inevitabilmente effetti anche sugli altri assetti aziendali. La sostituzione del direttore di Rai Sport potrebbe infatti rappresentare il primo tassello di un più ampio riassetto destinato a coinvolgere altre strutture editoriali nei prossimi mesi. Come accade da sempre nella tv pubblica, ogni nomina modifica gli equilibri tra aree aziendali, sensibilità editoriali e rappresentanze politiche. Per questo motivo la scelta del successore non sarà soltanto una decisione organizzativa, ma anche un segnale sugli orientamenti futuri dell’azienda.
Una frattura che va oltre il caso Petrecca
La vicenda ha riportato al centro un problema più ampio: il rapporto tra i vertici aziendali e le redazioni. Le proteste dei giornalisti di Rai Sport, culminate nel ritiro delle firme e nella minaccia di scioperi, hanno evidenziato un clima di forte tensione che non riguarda esclusivamente la figura del direttore uscente. Per questo molti osservatori ritengono che il prossimo direttore erediterà una situazione complessa, nella quale non basterà una semplice sostituzione per ricucire il rapporto con la redazione.
La partita adesso si sposta ai piani alti
Le dimissioni di Paolo Petrecca chiudono una vicenda personale ma aprono una stagione di nuove trattative. Nei prossimi mesi la Rai dovrà decidere se limitarsi a sostituire il direttore di Rai Sport oppure cogliere l’occasione per un riassetto più ampio delle proprie direzioni editoriali. Una scelta che inevitabilmente avrà riflessi anche sugli equilibri interni e sui rapporti tra azienda, politica e redazioni. Per questo, più che la fine del caso Petrecca, molti a viale Mazzini parlano dell’inizio di una nuova guerra delle poltrone.







