Nemmeno una sacrestia appare al riparo dalle tensioni occupazionali e dalle ristrutturazioni del personale. La vertenza esplode a San Giovanni Rotondo, dove la fondazione gestita dai Frati minori e dedicata al culto di San Pio da Pietrelcina ha comunicato l’intenzione di avviare le procedure di licenziamento per 38 dei propri 89 dipendenti retribuiti. Un annuncio arrivato nel corso di un incontro ufficiale affollato da avvocati e rappresentanti legali, che ha gelato le aspettative dei lavoratori presenti. La risposta alla richiesta di chiarimenti resta categorica: per qualunque dettaglio occorre rivolgersi alla direzione del personale, come ricordato dal padre guardiano del convento Rinaldo Totaro.
Le ragioni della fondazione e i costi della gestione
I bilanci dell’ente che gestisce la struttura dipendono in misura diretta dalle donazioni dei fedeli. Il commercialista Matteo Pappalardo, responsabile dell’amministrazione finanziaria per la fondazione, precisa, interpellato da Repubblica, che il costo annuo del personale si attesta su un milione di euro, cifra coperta esclusivamente dalle offerte. Negli ultimi tempi si registra un calo significativo di visitatori, certificato anche dalla chiusura di 24 attività commerciali sulle 34 presenti lungo viale Padre Pio. L’amministrazione dichiara comunque la volontà di salvaguardare l’occupazione per quanto possibile e promette di presentare proposte concrete nell’ambito dei prossimi tavoli di negoziazione con i rappresentanti dei lavoratori.
Il ruolo dei religiosi e la posizione dei sindacati
A gestire la trattativa non ci sono dirigenti d’azienda ma religiosi, spesso in età avanzata, che sostengono le attività del convento grazie alla carità dei devoti. Tra loro figura padre Fedele, novantaduenne zio del leader politico Giuseppe Conte, il quale osserva come negli ultimi tre anni il lavoro dei sacrestani sia stato progressivamente rilevato dalle suore. Per la Cgil, rappresentata da Pierluigi Di Stasio, la flessione delle presenze costituisce soltanto un pretesto per giustificare tagli che rischiano di creare un precedente insidioso, anche alla luce del mancato adeguamento dei contratti di lavoro nel corso degli anni.
I numeri del turismo religioso e il confronto con Assisi
Nonostante l’affluenza registrata nei periodi di punta, i dati generali indicano una contrazione del flusso turistico verso la cittadina pugliese. Tra i primi sette mesi dell’anno, le presenze sono scese da 129.471 a 101.345, allontanando il traguardo delle centinaia di migliaia di ingressi rilevati negli anni passati. La meta di San Giovanni Rotondo appare oggi superata da Assisi nella classifica dei luoghi di pellegrinaggio in Italia. Tra i lavoratori cresce la preoccupazione per il futuro delle proprie famiglie, pur mantenendo un atteggiamento di apertura nei confronti della comunità dei frati. Per questa ragione, i sacrestani hanno redatto una lettera inviata direttamente alla Santa Sede per chiedere che la gestione delle voci di bilancio non perda di vista la dignità delle persone.







