Una vasta operazione condotta dai carabinieri nella bassa Valle di Susa ha portato all’arresto di Bruno Antonio Malatesta, cinquantanovenne ritenuto a capo di una presunta setta pseudo-spirituale. Le indagini degli investigatori, scattate nella primavera del 2024 a seguito di segnalazioni e querele presentate fin dal 2017, hanno svelato una rete di condizionamenti che coinvolgerebbe decine di persone. Il gruppo prendeva di mira prevalentemente soggetti vulnerabili, affetti da fragilità psicologiche o patologie oncologiche, ai quali il sedicente maestro prometteva guarigioni prodigiose. Il guru agganciava nuove adepte durante corsi aperti al pubblico e successivamente le reclutava all’interno della struttura comunitaria con i ruoli di ancelle o monache.
Donne caste con i mariti ma non con Malatesta
Nel corso delle perquisizioni eseguite presso una delle abitazioni impiegate dal gruppo e intestate a società riconducibili al leader, le forze dell’ordine hanno riscontrato condizioni di vita rigide e assoggettanti.
I seguaci erano tenuti a rasarsi la testa, a indossare tuniche di colore arancione e a sottoscrivere un voto di povertà che li spingeva a devolvere tutti i propri beni personali alla comunità. Malatesta imponeva alle donne l’obbligo di castità nei confronti dei partner esterni, mantenendo tuttavia rapporti esclusivi con il fondatore. Chiunque non rispettava le direttive impartite dal vertice subiva maltrattamenti fisici, punizioni corporali, l’obbligo di dormire sul pavimento e il divieto di curare l’igiene personale per diversi giorni.
Lo sfruttamento lavorativo e le accuse di violenza
Oltre ai condizionamenti psicologici e finanziari, gli inquirenti hanno documentato un capillare sistema di sfruttamento del lavoro. Il “santone” sottoponeva gli adepti venivano a turni giornalieri di dodici o tredici ore, impiegati spesso nella raccolta agricola nei terreni limitrofi per poi rivendere i prodotti e destinare l’intero incasso alle casse dell’organizzazione.
Nel quadro probatorio a carico del cinquantanovenne figurano inoltre gravi contestazioni relative ad abusi sessuali commessi ai danni di giovani che all’epoca dei fatti risultavano minorenni.







