Se una volta il tatuaggio era il marchio di marinai e ribelli, oggi è un fenomeno di massa che non risparmia nessuno, nemmeno le nonne. Ma quando il disegno sale sul viso, il web si spacca: il caso di Alessandra Ciociola è solo la punta dell’iceberg di una tendenza che mescola arte, identità e qualche rischio di troppo.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, 6,9 milioni di italiani hanno almeno un tatuaggio. Parliamo del 12,8% della popolazione, con una leggera prevalenza femminile. Ma c’è chi vola più alto: i dati di Dalia Research stimano che addirittura il 48% degli italiani sia passato sotto l’ago, superando giganti come Stati Uniti e Svezia.
La vera sorpresa? La fine delle barriere generazionali. Il tatuaggio è diventato una “mania trasversale”: piace ai ventenni ma conquista sempre più boomers. Anche il mondo del lavoro sta abbassando le difese, rendendo il tattoo socialmente accettabile quasi ovunque, con le sole eccezioni (sempre più discusse) dei concorsi nelle forze armate.
Tatuaggi su viso e collo
Se braccia e schiena sono ormai “territorio sdoganato”, il discorso cambia drasticamente quando l’inchiostro tocca il volto. Qui il pregiudizio resiste: il collo e il viso restano zone associate a una trasgressione estrema o a scelte irreversibili. Eppure, la cultura pop sta spingendo sull’acceleratore della normalizzazione. Se negli USA il rapper Post Malone ha reso i tatuaggi facciali il suo marchio di fabbrica, in Italia è Achille Lauro ad aver dimostrato che scritte e disegni sul volto non impediscono di diventare icone nazional-popolari amate da tutte le età.
Il tattoo di Alessandra Ciociola
Alessandra Ciociola, protagonista del primo “falò a tre” della storia di Temptation Island 2026 insieme a Rosario Monetti, ha catalizzato l’attenzione del pubblico anche per quel vistoso tatuaggio che le incornicia la mandibola.
Una scritta che parte dal collo e arriva al mento, impossibile da nascondere. Il web si è scatenato: tra chi ammira il coraggio della scelta e chi la critica aspramente. Ma c’è un dettaglio che ha infiammato i follower su Instagram: il tatuaggio che “scompare”. In alcune foto il segno è nitido, in altre sembra svanire nel nulla. Il motivo? Un uso massiccio di filtri bellezza che levigano la pelle fino a cancellare l’inchiostro. Un paradosso moderno: farsi un tatuaggio indelebile per poi “nasconderlo” con un click per apparire più vicini a uno standard estetico levigato.
Perché lo facciamo?
Il 96,5% degli intervistati dichiara motivazioni estetiche, ma la realtà è più profonda. Il tatuaggio è un linguaggio emotivo: serve a fissare una rinascita, un lutto, un legame. È una forma di controllo sul proprio corpo in un mondo che corre veloce.
Oggi vince il minimalismo: linee sottilissime, scritte minuscole su polsi e caviglie. Ma resistono i grandi classici: il realismo fotografico e il ritorno esplosivo dei colori. Ogni disegno è un micro-racconto che dice “io sono questo”.
Quanto costa cancellare un tatuaggio?
Il 13,4% degli italiani si rivolge ancora a centri non autorizzati, rischiando infezioni, reazioni allergiche e ispessimenti della pelle. Solo la metà di chi si tatua è realmente informato sui rischi sanitari. E se ci si pente? La via d’uscita esiste, ma è lunga e costosa. Grazie ai laser di ultima generazione (Q-switched e picosecondi), oggi è possibile rimuovere quasi tutto, ma servono dalle 4 alle 8 sedute. I prezzi? Da 100 a 800 euro a seduta.
Ne sanno qualcosa alcuni VIP: da Stefano De Martino e Belen Rodriguez, impegnati a cancellare i segni del loro passato amoroso, fino a Elettra Lamborghini, che ha documentato sui social il dolore e la fatica necessari per rimuovere i tatuaggi fatti con leggerezza in gioventù. Stessa cosa per la conduttrice radiofonica e dj Ema Stokholma ha intrapreso un lungo percorso per rimuovere tutti i suoi tatuaggi tramite trattamenti laser.
«Io non sopporto più i miei tatuaggi. Pensateci bene ragazzi, pensateci bene», così aveva scritto Ema Stokholma sui social tempo fa postando i video in cui si sottoponeva a un trattamento laser per rimuoverne alcuni. A 42 anni, la conduttrice ha dichiarato di aver cambiato gusti estetici e di voler tornare a vedere la sua pelle “pulita”. Anche lei ha ammesso che il processo è molto doloroso e richiede anni di sedute.







