Tensioni Roma-Madrid: la Spagna impone controlli alle frontiere con l’Italia

Pedro Sánchez

Un duro scontro diplomatico consumatosi nella giornata di venerdì 7 agosto ha portato Madrid ad adottare misure drastiche nei confronti di Roma. Il governo spagnolo ha annunciato il ripristino dei controlli alle frontiere per chi proviene dall’Italia a partire dalla mezzanotte di sabato 8 agosto fino al prossimo 7 settembre. La decisione giunge come ritorsione al rifiuto di Palazzo Chigi di revocare lo stop al trattato di Schengen applicato ai viaggiatori provenienti dalla Spagna, scattato dopo le recenti tensioni migratorie nell’enclave di Ceuta.

Il botta e risposta tra Palazzo Chigi e Madrid

Madrid aveva posto un vero e proprio ultimatum all’Italia, minacciando «misure proporzionate» in assenza di un ripristino della libera circolazione entro domenica. La replica dell’esecutivo italiano ha però chiuso a qualsiasi trattativa, rivendicando la sovranità nazionale in materia di sicurezza.

Da Palazzo Chigi hanno ribadito che la sospensione di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna rimarrà in vigore almeno fino al 15 agosto, e comunque finché non saranno esclusi rischi legati a sicurezza, terrorismo e nuove ondate di ingressi irregolari diretti in Europa. La nota del governo italiano ha comunque specificato che le autorità faranno il possibile per garantire agilità ai cittadini europei, non interessati dai controlli ai confini aerei e marittimi.

L’attacco sul numero di sbarchi

Di contro, Madrid ha definito pretestuose e incompatibili con le norme comunitarie le motivazioni italiane, sottolineando che la misura sta creando gravi disagi alla mobilità nel pieno della stagione estiva.

Il governo spagnolo ha ricordato che lo status speciale di Ceuta impediva comunque ai migranti di accedere liberamente all’area Schengen e che la quasi totalità degli arrivati è già stata riammessa in Marocco. L’esecutivo ibenerico ha inoltre attaccato Roma ricordando come l’Italia registri numeri di sbarchi doppi rispetto alla Spagna e violi il regolamento di Dublino dal 2022, rivendicando invece la solidarietà sempre dimostrata da Madrid negli anni passati.

Il Viminale frena e l’Europa chiede vigilanza sui social

Sulla questione è intervenuto il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, il quale ha difeso la legittimità temporanea della misura prevista dai trattati dell’Unione Europea e applicata in modo selettivo. Piantedosi ha spiegato che le condizioni per una revoca dopo il 15 agosto saranno valutate sul campo, evidenziando che anche l’intelligence spagnola ha segnalato possibili nuovi allarmi per quella data nella zona di Ceuta.

Nel frattempo a Ceuta la situazione resta complessa: la ministra della Gioventù Sira Rego si è recata sul posto per gestire l’assistenza a 1.342 minori non accompagnati. Il premier Pedro Sánchez presiederà una vertice interministeriale, mentre la fine di agosto vedrà ben quattro ministri riferire in Parlamento sulla crisi.

Sul fronte dell’informazione, la Commissione Europea è intervenuta tramite la vicepresidente Henna Virkkunen, che ha incontrato i vertici di Meta e TikTok chiedendo un rafforzamento del monitoraggio e del fact-checking sulle piattaforme per contrastare la disinformazione legate agli eventi di Ceuta.