Il futuro dell’inchiesta passa dalle consulenze scientifiche. Ma il passato continua a chiedere spiegazioni. Mentre gli investigatori lavorano agli ultimi approfondimenti tecnici prima delle decisioni della Procura, Luigi Grimaldi riporta l’attenzione su uno dei capitoli più controversi dell’intera vicenda giudiziaria: la conduzione delle prime indagini subito dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Lo fa con un lungo approfondimento pubblicato su GrimaldiPress, nel quale ricostruisce una serie di documenti già presenti negli atti ma che, secondo lui, non hanno mai ricevuto un’adeguata attenzione.
I rapporti tra Cassese e la famiglia Sempio-Adami
Il primo punto riguarda il capitano dei Carabinieri Gennaro Cassese. Grimaldi richiama documentazione processuale dalla quale emergono rapporti di conoscenza tra l’ufficiale e la famiglia Sempio-Adami, soffermandosi in particolare su due sommarie informazioni testimoniali del 2011 relative ad Amilcare Adami, zio di Andrea Sempio.
Secondo la ricostruzione proposta dall’ex autore de Le Iene, in quelle circostanze Cassese avrebbe raccolto personalmente i verbali relativi alla vicenda dei dispositivi GPS rinvenuti sull’auto di Adami, nonostante il proprio coinvolgimento nella vicenda fosse richiamato dagli stessi atti. Per Grimaldi questo rappresenta uno dei punti che meritano ulteriori chiarimenti.
Il caso del computer di Chiara Poggi
L’altro capitolo affrontato riguarda il materiale informatico sequestrato nella villetta di via Pascoli. Grimaldi richiama gli atti relativi al computer fisso di Chiara Poggi, osservando che, secondo la documentazione da lui esaminata, emergerebbero incongruenze nella cronologia del sequestro, della custodia e delle successive attività svolte sul dispositivo prima della consegna ai RIS.
Nello stesso approfondimento viene richiamata anche la vicenda della chiavetta USB di Chiara Poggi, sulla quale, secondo la ricostruzione riportata, sarebbero risultate modifiche a centinaia di file durante il periodo in cui il supporto era sottoposto a sequestro. Sono aspetti già presenti nel dibattito processuale, ma che Grimaldi ritiene ancora oggi centrali per comprendere le modalità con cui vennero gestiti alcuni reperti.
L’indagine su Cassese
Nel dossier trova spazio anche la posizione dello stesso Gennaro Cassese. Grimaldi ricorda che l’ufficiale risulta indagato dalla Procura di Pavia per presunte false dichiarazioni rese ai pubblici ministeri nell’ambito delle nuove indagini, con particolare riferimento ai verbali riguardanti Andrea Sempio e ad alcuni passaggi caratterizzati da ripetuti “non ricordo”. Si tratta di un procedimento ancora in corso, sul quale non è stata assunta alcuna decisione definitiva.
Bugalalla chiarisce il caso Lovati
Nelle stesse ore interviene anche il canale Bugalalla Crime, affrontando un tema che aveva alimentato numerose discussioni online: l’intercettazione tra Andrea Sempio e l’avvocato Massimo Lovati. Secondo la ricostruzione proposta da Bugalalla, quella conversazione compare regolarmente negli atti perché, al momento in cui fu registrata, Lovati non aveva ancora assunto formalmente la difesa di Andrea Sempio. Per questo motivo, sostiene il canale, non opererebbe il divieto di utilizzazione previsto per i colloqui tra difensore e assistito.
Il passato continua a pesare sul presente
Mentre la Procura si concentra sulle nuove consulenze scientifiche, una parte importante del dibattito continua quindi a ruotare attorno agli errori, alle omissioni e alle anomalie che, secondo diversi osservatori, avrebbero caratterizzato le prime fasi dell’inchiesta. Per Grimaldi è proprio lì che si trovano ancora molte delle domande rimaste senza risposta. Domande che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continuano ad alimentare uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana.







