Di fronte all’instabilità geopolitica globale, dal protrarsi della guerra in Ucraina alle tensioni mai sopite in Medio Oriente, la Svizzera riscopre il suo storico spirito di “testuggine alpina”. Se da un lato la Confederazione Elvetica ha avviato un piano di riarmo, dall’altro torna a valorizzare il suo sterminato patrimonio di bunker sotterranei realizzati durante la Guerra Fredda. Non più soltanto per scopi di difesa militare, ma per venire incontro alle esigenze di un’élite globale in cerca di sicurezza assoluta.
Un caveau a 100 metri di profondità
L’esempio più emblematico di questa riconversione si trova nel massiccio del Brünig, nel Canton Obvaldo, al centro della Svizzera. Qui l’imprenditore Thomas Gasser ha ottenuto in gestione dalla Confederazione una struttura sotterranea per trasformarla in un complesso blindato di venti caverne, situate a circa 100 metri di profondità.
Il progetto punta a intercettare i desideri dei paperoni residenti nel Paese (dove si contano oltre tremila persone con un patrimonio superiore ai 50 milioni di franchi) o di investitori esteri che non reputano più sicure piazze storiche come Dubai. All’interno delle caverne si potranno custodire opere d’arte, auto d’epoca, gioielli, orologi di pregio e vini di altissimo valore, al riparo non solo da bande criminali, ma anche dalla curiosità e dallo spionaggio dei droni.
Leasing per 99 anni e risvolti economici
I bunker saranno pronti nel 2027 e verranno concessi con un contratto di leasing della durata di 99 anni, al prezzo di circa un milione di franchi ciascuno. Gli acquirenti avranno la possibilità di iscrivere l’immobile al registro fondiario cantonale, utilizzarlo per richiedere ipoteche o persino cederlo a terzi.
Quello del Brünig non è comunque un caso isolato: già a Bodio, nel Canton Ticino, un vecchio cunicolo della ferrovia AlpTransit è stato convertito nel data center “Phoenix”, un’infrastruttura d’avanguardia costata 80 milioni di franchi.
La reazione della popolazione locale
A Lungern, il borgo da cui parte il cantiere del Brünig, i residenti sono divisi. Se da una parte c’è chi guarda con fascino al lusso e ai motori ruggenti che popoleranno l’area, dall’altra c’è chi critica apertamente la realizzazione di roccaforti dorate pensate esclusivamente per chi possiede già enormi ricchezze.







