L’orientamento della dirigenza della tv pubblica verso un cambio alla conduzione di Report appare ormai tracciato, ma la gestione editoriale e interna dell’operazione resta un nodo delicato. Ai vertici di Viale Mazzini si valuta la necessità di aprire un confronto con la redazione del programma, con l’obiettivo di evitare l’imposizione di una figura estranea in una fase segnata sia dalle minacce subite dal giornalista, sia dalle polemiche legate ai suoi rapporti con Valter Lavitola.
Tensioni interne, il nodo etico e le valutazioni dei vertici
Sebbene Sigfrido Ranucci risulti ad oggi parte lesa sul piano giudiziario e confermi la ripartenza delle trasmissioni a novembre, la situazione attorno alla trasmissione si fa complessa. Oltre al pressing politico, all’interno della stessa redazione emergono perplessità per il rischio che l’intera autorevolezza del format possa essere intaccata dalle vicende personali del conduttore. A fare da sfondo c’è anche il silenzio del sindacato Usigrai e la presenza, sulla scrivania dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, della relazione del comitato etico relativa ad alcune comunicazioni interne girate all’esterno.
La strategia di Viale Mazzini per la transizione
Per evitare di creare tensioni o reazioni polarizzanti attorno all’uscita di scena del conduttore (vicedirettore a due anni dalla pensione), la direzione Approfondimenti guidata da Paolo Corsini prevede una serie di incontri con la squadra dei giornalisti tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. L’intenzione dell’azienda è quella di concordare il percorso di successione mantenendo la continuità e la tutela della squadra redazionale







