Sui confini orientali dell’Alleanza Atlantica sale la tensione dopo l’abbattimento di un drone non autorizzato nello spazio aereo romeno. L’intercettazione è avvenuta ad opera di un caccia F-18 spagnolo inserito nei dispositivi di pattugliamento NATO. I rottami del velivolo, entrato dalla Moldavia, sono caduti in un’area disabitata della regione di Galati, a ridosso del confine con l’Ucraina. Sull’incidente indaga il quartier generale dell’Alleanza: le prime verifiche, come riferito dal portavoce colonnello Martin O’Donnell, indicano la probabile matrice russa del velivolo.
Notte di attacchi incrociati tra Kiev e Mosca
L’episodio nei cieli romeni si è consumato all’interno di una cornice di aspri combattimenti a lungo raggio tra Russia e Ucraina. Nella notte le forze di Mosca hanno sferrato raid contro Kryvyi Rih, città natale di Zelensky, colpendo due complessi industriali con missili balistici e droni, e hanno provocato molteplici incendi nel centro di Kiev, provocando morti e feriti. Parallelamente, le difese aeree russe segnalano di aver intercettato oltre 130 droni ucraini diretti verso l’area metropolitana di Mosca.
La morsa dei raid e l’appello di Zelensky ai partner europei
L’intervento del caccia alleato evidenzia l’elevata reattività della copertura aerea NATO a protezione del perimetro orientale. Sul piano strategico, la replica di Kiev in territorio russo conferma come la guerra dei droni si sia trasformata in una morsa bidirezionale ad alto rischio di escalation. Di fronte al continuo bombardamento sulle infrastrutture civili e produttive, il presidente Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere ai Paesi alleati un incremento immediato nell’invio di scudi antimissile e pacchetti di aiuti militari per mettere al sicuro le città ucraine.







